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Storia di Villa Duodo di Monselice di Cristina Bertazzo

Copertina del libro Metamorfosi a villa Duodo di Cristina Bertazzo

Assai interessante e ben documentata è la storia della villa Duodo pubblicata nel 2009 dalla monselicense  Cristina Bertazzo. Mancavano studi sul ‘ciclo scultoreo’ di Villa Duodo e in particolare sugli altorilievi  che adornano la facciata della Villa, commissionati da Nicolo Duodo nel progetto che prevedeva la sistemazione  della gradinata verso la Rocca,  della Rotonda, col maestoso ingresso dominato dai due leoni attribuiti allo scalpello di Tommaso Bonazza. La data incisa a futura memoria sul timpano dell’ala cosiddetta tiraliana è il 1740: l’architetto era però morto nel 1737 a Monselice, mentre i lavori di rifinitura della ‘Via Romana’ continuarono fino al 1780, prolungandosi nell’ottocento con l’allargamento della strada selciata a fronte delle sei cappelle.  Proprio nei decenni in cui il Tirali operava a Villa Duodo, l’arte statuaria in Veneto conobbe la vasta produzione dei Bonazza, una famiglia di probabile origine veneziana il cui capostipite Giovanni, venuto alla luce nel 16S4, si trasferì a Padova tra il ’96 e il ’97. Qui avviò un’intensa attività, coadiuvato ben presto dalla numerosa figliolanza natagli tra Venezia e Padova: il maggiore e più noto, quello che meglio assorbi la maniera paterna, fu Tommaso. A costui e al padre viene imputato l’articolato apparato ornamentale settecentesco voluto da Nicolò, un’attività protrattasi per qualche decennio, che ha dato frutti godibili sul piano della resa formale e delle cercate suggestioni storico-allegoriche, ma che quasi mai ha attirato l’attenzione dei descrittori dell’affascinante belvedere paesaggistico-religioso, salvo forse per le grandi statue dell’Alba del Meriggio del Crepuscolo e della Sera posti su alti pilastri all’inizio della gradinata.

Pan e Siringa tratta dal libro di Cristina Bertazzo
Pan e Siringa tratta dal libro di Cristina Bertazzo

Lo studio della Bertazzo ha accertato che gli altorilievi sono ispirati ai racconti delle Metamorfosi del poeta latino Publio Ovidio Nasone   http://www.treccani.it/enciclopedia/publio-ovidio-nasone/ (43 a.C, 17 o 18 dC). Il saggio mette in luce una raffinata cultura figurativa letteraria e filosofica  fatta propria dal committente Nicolò Duodo e trasferita nel ciclo scultoreo di Villa Duodo.

 

 

Miniadi tratta dal libro di Cristina Bertazzo
Miniadi tratta dal libro di Cristina Bertazzo

 

NOTIZIE SU VILLA DUODO

La sontuosa villa, a due ali, fu per circa 250 anni una residenza della famiglia patrizia veneziana Duodo, proprietaria anche del Santuario. L’ala congiunta a S. Giorgio è contemporanea alla chiesetta, fatta pure su disegno dallo Scamozzi. L’altra, principale ed imponente, detta ala nuova del Tirali, dalle linee rinascimentali fu ordinata da Nicolò Duodo nella prima metà del sec. XVIII dall’architetto veneziano Andrea Tirali (Monselice 1737), che, riproducendo nelle ali le linee dello Scamozzi, arricchì nel corpo di mezzo la semplice struttura scamozziana con attico, statue di buona fattura e bassorilievi. La villa è fronteggiata da discreto giardino con fontana di marmo.
A nord del giardino due scale laterali portano sull’esedra della vasta scalea panoramica con nel mezzo il simbolo del Calvario: il Crocifisso, e a fianco l’Addolorata e la statua di S.Francesco Saverio. La statua del grande Apostolo delle Indie ricorda il soggiorno del Santo nel 1537 in una grotta del monte.  A sinistra la regia scalea che conduce alle rovine della Rocca, m. 152 (proprietà della Regione Veneto). Sul muraglione tre nicchie con i busti (copie) dei Duodo Domenico, Francesco e Pietro; i primi opera di Alessandro Vittoria (1608) fatti collocare da Alvise Duodo (1663-1670)