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Sul dialetto padovano e monselicense di Manlio Cortelazzo

Manlio Cortelazzo
IL DIALETTO MEDIOEVALE E IL DIALETTO DI OGGI

La parlata del veneto centrale, detta altrimenti padovano-vicentino-polesano, fa parte di un gruppo di dialetti della lingua veneta. Il complesso si distingue nettamente dagli altri dialetti regionali  per alcune caratteristiche che tuttavia risultano più evidenti nelle varietà rustiche, mentre le parlate dei centri più importanti (Padova, Vicenza, Rovigo e le cittadine vicine) sono state influenzate dal veneziano. D’altra parte, resta ben poco di quegli arcaismi tipici, per esempio, del pavano documentato nelle opere del Ruzante.

Manlio Cortelazzo nel suo saggio Il dialetto medievale e il dialetto di oggi (sotto linkato ) ha rilevato che nella coniugazione verbale Monselice si accorda con tutto il resto della provincia, ma si stacca  l’area posta a sud ovest, dove la a del congiuntivo imperfetto (che mi laorasse) si muta in e (che mi laorésse), come, del resto, era nel padovano popolare almeno fino a un secolo fa.
In conclusione, la tendenza di Monselice è di adeguarsi al dialetto di Padova, contro le circostanti sacche resistenti: ciò è confermato anche dagli altri parlanti dell’area, che considerano i dialetti della Bassa, come rozzi, caratterizzati da una [famosa cantilena] e per questo sono derisi. Perfino il vicino Pozzonovo, già appartenente al comune di Monselice, oppone un lessico differenziato : chi e li (ma a Padova qua e la) contro chive e live (considerati emblematicamente rustici anche a Padova, come fémena, che un informatore di Monselice usa, invece, costantemente).

 

Nel saggio del prof. Manlio Cortelazzo dal titolo Il dialetto medievale e il dialetto di oggi ne parla diffusamente. Il testo è disponibile

http://www.ossicella.it/archiviowordpress/Manlio%20Cortelazzo.pdf

Manlio Cortelazzo ha fatto parte della giuria dei brunacci per molti anni, un suo ritratto culturale [ qui ]