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Villa Contarini

Villa Contarini a Monselice

Villa Contarini, Avancini,  Foscarini, Businaro
Dal Coronelli traiamo una veduta della villa e dell’oratorio, prima dell’innalzamento degli argini del canale su cui si affaccia, al di là del ponte della Grolla. Il regesto dei dati d’archivio ci indica che la costruzione è già eseguita al 1581, se Alvise Contarini dichiara l’immobile come “casa per uso” e l’impianto iniziale della villa, poi ampliata e risistemata nel corso del Settecento, si può decisamente ascrivere nella seconda metà del XVI secolo. Dichiarata agli estimi in momenti successivi, sempre viene identificata tra i vari beni di famiglia per l’ubicazione, al ponte della Grolla, e spesso unita a brolo. Resta di proprietà Contarini fino al 1807, quando viene venduta a Giovan Carlo Avanzini. Attualmente di proprietà Businaro è stata trasformata in ristorante.
Osservando la pianta dell’immobile si riconoscono il nucleo originario, con salone passante e quattro stanze ai lati, e gli ampliamenti settecenteschi, datati nel pavimento del salone 1774, con due torri, le scale simmetriche e le ali che in facciata appaiono più basse. Contestualmente all’ampliamento viene aggiunto il timpano triangolare, raccordato alla linea di gronda sottostante da due volute.
L’edificio si eleva per due piani più soffitte, con il pian terreno aperto in un portale architravato, praticamente quadrato, al quale si affiancano due finestre sempre architravate, mentre le stanze ai lati del salone passante sono illuminate da oculi ellittici.

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Villa Contarini ora Businaro

Il salone mediano si apre in una trifora archivoltata, con luce mediana più ampia delle laterali, affacciata su di un terrazzo in pietra a colonnine mentre monofore archivoltate, su poggiolo in pietra a colonne, illuminano le stanze ai lati; al secondo piano vi sono piccole luci quadrate sopra ogni finestra e, dopo l’architrave, si incontra la cornice di gronda a dentelli.
Inquadra la partizione mediana della facciata una coppia di lesene, su alto piedistallo con capitello in corrispondenza del davanzale delle aperture verso il giardino interno, ha una bella scala rettilinea che smonta di fronte al portale del piano nobile, posto nella luce mediana della trifora archivoltata centrale.