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Villa Corner

Si trova in via Orti, a fianco dell’Hotel Ceffri. Il Baldan, nel suo libro “Ville Venete” alla pagina 316 intitola il paragrafo: “Villa Santasofia (solo resti)”; segue una veduta del Coronelli ed un regesto di dati d’archivio che inizia da una Condizion del 1647 in cui Bartolomio Santasofia fu Marsilio in Monselice dichiara: “casa domenicale con casetta, cortivo, brolo di campi 4 e altro brolo di campi tre”.
Nelle note lo stesso scrive che “nel 1663 Bartolomio Santasofia aveva fatto costruire una chiesuola in borgo San Martino e il 17 novembre di detto anno veniva concessa licenza perchè vi fossero celebrate messe e funzioni”. Sia l’immagine che i dati si accordano alla villa sita in via Orti, trasformata nel ristorante dell’annesso, e moderno, albergo: se ne identificano il corpo principale, la torre – a destra e non a sinistra, sembra essere una delle tante “sviste” incontrate nelle stampe ed incisioni sia del Coronelli che del Volkamer – la chiesuola, appunto, la casetta e la barchessa, il giardino anteriore e posteriore. Nuoce evidentemente la perdita del contesto, non tanto forse per l’albergo sul lato nord, quanto per il capannone industriale adibito a grande magazzino verso sud. A vantaggio della costruzione vi è il restauro ed il mantenimento costante, dovuto alla trasformazione parziale della destinazione d’uso.
Il brolo antistante la villa è ancora cintanto dal muro, aperto dalla doppia cancellata in ferro battuto, carraia e pedonale, direttamente collegato al retro delle due adiacenze ad “L” che ne formano la quinta ad est e nord; la capellina, aperta verso l’interno, è posta presso la recinzione verso sud.
Delle adiacenze è interessante il volume della barchessa coronato da una cornice di gronda a dentelli, aperto in alte arcate a pieno sesto su pilastri, mentre l’interno è diviso in due piani.
Il palazzo si eleva per due piani più le soffitte con la pianta mossa dall’aggetto del volume a nord, piegato ad “L” verso est. Le finestre nelle stanze laterali ai due piani principali sono rettangolari, quadrate nel sottotetto, marcate da fasce marcapiano. L’ingresso in corrispondenza del vano passante archivoltato contornato da una cornice a bugne, mentre il piano nobile si apre in una serliana su terrazzino in pietra.