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Villa Nani Mocenigo

Villa Nani Mocenigo
1619 – Condizion aggiunta 6619 alla redecima del 1582. Agostino Nani: casa posta in Monselice con brolo serrato di muro comperato da Girolamo Vercelisio. L’acquisto da parte di Agostino Nani, nobile veneziano, procuratore di San Marco, ambasciatore della Repubblica ed amico di Pietro Duodo, pare inserirsi nel gioco della nobiltà veneziana che in Monselice, al tempo, acquista ed investe per costruirsi palazzi degni del proprio nome. La residenza pare essere terminata al 1661 quando Paolo Nani e fratelli e nipoti del qd Zorzi dichiarano: “casa domenicale con zardin, posta sopra il monte per andare alle sette chiese e casa sotto la terrazza della suddetta casa domenicale e tre annesse alla casa domenicale”. La casa è dunque rinascimentale ed ha accesso dal portale di trachite, che ricorda il coevo ingresso alla villa Duodo ma anche facciate delle sette chiese, sulla cui trabeazione è scolpito il motto: “Eremitam hic suspende togam”: il fregio è sostenuto da due semicolonne tuscaniche poggiate ai pilastri in bugnato tra i quali si apre il fornice con sesto pieno; sopra il portale vi è il timpano triangolare. La cancellata in ferro battuto è tardo settecentesca, posta da Filippo Nani cui si devono i lavori interni di sistemazione delle scale di accesso, la costruzione della chiesetta e della nuova muratura di recinzione decorata dalle statue dei nani alludono, forse, al nome della famiglia.
Di fronte alla villa, al di là della via del Santuario, sorgono le cosiddette scuderie, o adiacenze, citate nella redecima, restaurate dopo il 1975. I recenti restauri anche nel corpo della villa hanno messo in evidenza che il suo nucleo centrale ha la struttura tipica della casa-torre trecentesca, cui sono stati aggiunti gli altri volumi, seguendo le mutate esigenze degli abitanti.
Il complesso è conosciuto per la scalinata, che nell’incisione del Coronelli appare solo nella sua parte terminale e, curiosamente, priva della villa a destra. Oltre la prima parte, a quattro ripiani, sale la stretta rampa affiancata da statue che termina nell’esedra, simile ad un ninfeo palladiano anch’essa coronata da stautue, poste in epoca più tarda. La statuaria è parte integrante del complesso; oltre ai nani, che con varo abito punteggiano il giardino e la recinzione, abbiamo figure a soggetto allegorico o mitologico della scalinata e dell’esedra, tra cui ricordiamo Diana e Venere, Flora, Bacco, Apollo ed Ercole, ed ancora il gruppo scultoreo delle Ninfe.