Pane di Santa Lucia a Monselice

Anche a Monselice viene ricordata Santa Lucia (Siracusa 283 ca. – 303 ca.), martire cristiana. Secondo notizie incerte – dato il carattere leggendario dei testi che narrano la sua vita – si tratterebbe di una giovane di Siracusa martirizzata il 13 dicembre, data fissata per la sua memoria, di un anno imprecisato, comunque durante il mandato di Diocleziano. Il suo culto e le relative espressioni folcloristiche hanno conosciuto una straordinaria diffusione (soprattutto nei paesi dell’Europa settentrionale) probabilmente a motivo dell’interpretazione etimologica del nome di Lucia.

Ella sarebbe cioè la “santa della luce”, che, accecatasi per sfuggire a un suo pretendente, diffonderebbe dal giorno della sua festa – secondo il calendario giuliano il giorno più corto dell’anno – lo splendore dei suoi occhi sulle notti del lungo inverno. Perciò Lucia viene invocata come protettrice della vista.
Il culto a Monselice si è diffuso con l’attività delle cave. E sicuramente la santa veniva invocata per proteggere gli occhi dei scalpellini dalle schegge di trachite. Sicuramente anche la costruzione della cappella dedicata a Santa Lucia nel Castello di Monselice, deve essere vista come un modo per chiedere la protezione di santa Lucia per i lavoratori delle vicine Cave.

Ogni 13 dicembre nella parrocchia di San Martino l’antico rito si ripete e dalle 7 alle 9 viene distribuito ai fedeli il pane benedetto dal monsignore per invitare la santa a proteggere la vista di chi lo mangia. 

Venezia e monselice 31