{"id":819,"date":"2026-08-09T18:44:34","date_gmt":"2026-08-09T18:44:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ossicella.it\/brunacci\/?p=819"},"modified":"2026-08-28T11:09:24","modified_gmt":"2026-08-28T11:09:24","slug":"vincitori-della-21-edizione-2004","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ossicella.it\/brunacci\/vincitori-della-21-edizione-2004\/","title":{"rendered":"Vincitori della 21^ edizione 2004 dei Premi Brunacci"},"content":{"rendered":"<p lang=\"zxx\" align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-20\" src=\"https:\/\/www.ossicella.it\/brunacci\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/stem_m.gif\" alt=\"\" width=\"54\" height=\"71\" \/><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"center\">PREMI BRUNACCI PER LA STORIA VENETA<\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"center\">I VINCITORI DELLA 21^ EDIZIONE 2004<\/p>\n<p lang=\"zxx\" style=\"text-align: left;\" align=\"center\">La premiazione ha avuto luogo il 24 Ottobre 2004 presso la Pieve di Santa Giustina<\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\"><b>Relazione del presidente della giuria Antonio Rigon<\/b><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\">Cari ragazzi, Autorit\u00e0, Gentili Signore e Signori,<\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\">Una volta ancora questa grande aula della Pieve di Santa Giustina, cuore antico di Monselice, si \u00e8 riempita di scolari, di studenti, di docenti, di studiosi, di amici del Premio Brunacci, di persone che anche quest\u2019anno hanno voluto essere presenti e prendere parte ad una festa che si rinnova puntualmente da ventuno anni. La Giuria non pu\u00f2 che rallegrarsene. <span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00c8<\/span> raro, anche in tempi di stravaganti iniziative tendenti ad attrarre pubblico, che un avvenimento culturale per molti versi tradizionale come il Premio Brunacci, sia circondato da tanto consenso e mobiliti tante energie: la scuola, l\u2019Universit\u00e0, il mondo della ricerca e quello della nazione artistica e letteraria. Grazie dunque a voi e grazie all\u2019Amministrazione comunale di Monselice che continua ad offrire il mio fondamentale sostegno al Brunacci. Un caldo saluto lo rivolgo al Sindaco e in particolare all\u2019assessore Belluco, che \u00e8 subito entrato con entusiasmo nello spirito del Premio.<\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-775 size-mh-magazine-content\" src=\"https:\/\/www.ossicella.it\/brunacci\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/2004_0005-678x381.jpg\" alt=\"\" width=\"678\" height=\"381\" \/>Per l\u2019edizione 2004 sono giunte complessivamente 51 opere: 13 relative alla Scuola dell\u2019obbligo, 5 tesi di laurea, 17 pubblicazioni riguardanti il padovano, 16 la storia veneta. La Giuria, riunitasi il 28 settembre, pi\u00f9 degli altri anni si \u00e8 trovata a discutere sulle ricerche presentate da alunni e studenti della scuola dell\u2019obbligo. Sembra a noi che col tempo sia aumentato l\u2019intervento degli insegnanti nell\u2019elaborazione dei testi e che l\u2019uso delle tecniche informatiche il quale, di per s\u00e9 lodevole, rischi per\u00f2 di comprimere la parte riservata alla struttura, alla ricerca che non sia pura copiatura, al corretto svolgimento in lingua italiana degli argomenti prescelti. La spontaneit\u00e0 in certi casi viene meno. Nell\u2019assegnare i premi la Giuria ha dunque inteso valorizzare soprattutto le ricerche nelle quali pi\u00f9 chiaro e semplice risultasse l\u2019apporto personale di ragazzi e ragazze. Sempre buono e talora eccellente \u00e8 apparso il livello delle tesi di laurea, spazianti dalle filologie alla storia, dalla paleografia latina alla storia dell\u2019arte e della cultura discusse presso le Facolt\u00e0 di Lettere e Filosofia di Padova e di Trento e nei dipartimenti di Romanistica, Italianistica, Storia, Storia delle arti visive e della musica di quelle Universit\u00e0. Si tratta ancora di tesi del vecchio ordinamento quadriennale, la cui capacit\u00e0 di produrre risultati eccellenza \u00e8 indiscutibile. La riforma detta del 3+2 degli ordinamenti didattici \u00e8 ancora ai primi passi. Restiamo in attesa. Certo il Premio Brunacci sar\u00e0 un ottimo osservatorio per verificare, in relazione agli studi umanistici, l\u2019esito della riforma proprio sul piano dell\u2019eccellenza tanto spesso invocata.<\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\">Tra le pubblicazioni riguardanti il Padovano, oltre all\u2019opera vincitrice, dedicata all\u2019Universit\u00e0 di Padova nel Rinascimento, la Giuria ha voluto segnalare altri due ottimi lavori: quello curato da Piero Del Negro (studioso gi\u00e0 premiato in passato) su <i>I collegi<\/i><i> per studenti dell\u2019Universit\u00e0 di Padova. Una storia<\/i><i> plurisecolare<\/i> edito nel 2003 dalla Signum Editrice di Padova e quello di Maria Cristina Zanardi, su <i>La<\/i><i> Biblioteca del convento di San Giacomo di Monselice <\/i>pubblicato dalle Edizioni Lief di Vicenza sempre nel 2003. A nome dei colleghi esprimo le pi\u00f9 vive congratulazioni agli autori e un sincero apprezzamento per il lavoro compiuto. Negli anni il Premio Brunacci ha ampliato sempre pi\u00f9 gli ambiti culturali ai quali rivolgere la propria attenzione. Il nucleo di interesse per la storia veneta \u00e8 rimasto l\u2019asse portante, ma l\u2019orizzonte si \u00e8 via via dilatato comprendendo la civilt\u00e0 nelle sue pi\u00f9 varie espressioni culturali e artistiche, anche come storia del territorio e dell\u2019ambiente. Quest\u2019anno proprio a un bel lavoro sulle molte geografie del Delta del Po, sulla costruzione attraverso i suoli di quel territorio aperto al cambiamento sotto l\u2019azione del fiume, del mare, della terra, degli uomini, \u00e8 andato il premio riguardante la storia veneta. Ma anche in questa sezione, a testimonianza di una notevole vitalit\u00e0 e validit\u00e0 di studi e ricerche nel Veneto e sul Veneto, la Giuria ha ritenuto di segnalare due opere: una di Aulo Donadello dedicata al <i>Lucidario. Volgarizzamento veronese del XIV secolo<\/i>, Roma-Padova editrice Antenore, 2003; l&#8217;altra di Francesco Vallerani, dal titolo <i>Acque a nordest. Da paesaggio moderno ai luoghi del tempo<\/i><i> l<\/i><i>ibero<\/i><i>, <\/i>Cierre edizioni, 2004 Anche a questi autori vanno i pi\u00f9 vivi rallegramenti dei componenti della giuria e un plauso convinto.<\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\">Ho sempre rivendicato con orgoglio al Brunacci la vocazione a unire le generazioni che si affacciano alla vita con quelle pi\u00f9 anziane che trasmettono loro il testimone di una profonda ricchezza intellettuale e un patrimonio inestimabile di conoscenza ed esperienza. Mai come quest&#8217;anno ci \u00e8 data l&#8217;occasione di realizzare quest&#8217;incontro nella pienezza dei suoi significati. Dal suo Altopiano Mario Rigoni Stern, al quale \u00e8 andato il Premio della giuria &#8220;Sigillo Monsilicis&#8221; per la civilt\u00e0 veneta, ha fatto amare la sua gente, ma soprattutto ha narrato per noi e per le generazioni future la dignit\u00e0 dell\u2019uomo e la bellezza della terra nella quale \u00e8 stato chiamato a vivere. Non solo oggi lo premiamo, ma lo ringraziamo per il dono che ha fatto a noi e agli uomini del nostro tempo.<\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\"><b>Premio sigillo Monsilicis per la civilt\u00e0 veneta assegnato allo scrittore\u00a0<\/b><strong>Mario Rigoni Stern<\/strong><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-771 size-full\" src=\"https:\/\/www.ossicella.it\/brunacci\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/2004_0001.jpg\" alt=\"\" width=\"1565\" height=\"992\" \/><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\">Nella memoria collettiva si sono radicati due libri dovuti non a letterati affermati, ma ad autori alla loro prima opera, che ricordavano con parole scarne, ma molto efficaci, due tragedie della seconda guerra mondiale: <i>Se questo \u00e8 un uomo <\/i>(1947) di Primo Levi sulla vita subumana nei campi di concentramento e <i>Il Sergente nella neve<\/i> (1953) di Mario Rigoni Stern sulla sfortunata campagna di Russia delle truppe italiane. Il successo ottenuto da quest&#8217;ultimo, e tuttora perdurante, avrebbe potuto indurlo a seguire il mestiere dell&#8217;uomo di lettere ma, da montanaro e alpino, non si sent\u00ec di fare il salto (meglio impiegato al catasto di Asiago che letterato a Torino o Milano) e passer\u00e0 una decina d&#8217;anni prima che si decidesse a pubblicare un altro libro apparentemente di tutt&#8217;altro genere, <i>Il bosco degli urogalli <\/i>(1962), i bellissimi galli cedroni. Qui si racconta non pi\u00f9 di guerra, ma di montagne e di boschi, di caccia e di cani e di volpi, di un mondo appartato e pur ricco di risorse e di umanit\u00e0. I protagonisti sono gli stessi, gli umili che pi\u00f9 di altri affrontano tutte le guerre e tutti i disagi del dopoguerra. Ma la continuit\u00e0 del filo narrativo \u00e8 evidente fin dal primo racconto, dove \u00e8 ricordato il difficile reinserimento di un reduce di guerra. Sono seguiti poi altri volumi, tutti ispirati da questi due grandi temi, ineludibili per un uomo come lui, che aveva vissuto intensamente di persona le esperienze nell&#8217;uno e nell&#8217;altro versante. Rigoni Stern sembra indirizzare la sua esistenza da una parte verso il difficoltoso, l&#8217;ignoto da vincere, una nuova vita da conquistare, come avevano fatto gli eroi dei libri di avventure che aveva letto avidamente da ragazzo; dall&#8217;altro verso un silenzioso ritiro, dove l&#8217;ambiente aiuta non solo a ricordare, ma anche a meditare sul significato dell&#8217;operare di ognuno, di tutti quei personaggi che si stagliano nei suoi racconti, schivi e riservati, ma che non avevano segreti per lui, uno di loro. Per questo la sua scrittura pu\u00f2 definirsi sostanzialmente dialettale, pensa in dialetto e si esprime in italiano, contrariamente a quanto avviene per tanti poeti dialettanti. Pi\u00f9 di un critico, tra i pi\u00f9 avveduti, ha intuito il sottofondo orale, la trasmissione in lunghe conversazioni con gli uomini dei suoi paesi di vicende quotidiane, tradotte in una lingua piana, tanto che i suoi volumi hanno avuto la sorte di essere giustamente consigliati, in apposite edizioni, per le scuole.\u00a0Per questo una larga parte della sua produzione \u00e8 a stento definibile letteraria, nel senso usuale dell&#8217;aggettivo, per l&#8217;assenza in essa di sottili artifizi e di consapevoli tattiche di richiamo. Ed \u00e8 la parte che riguarda il suo Altopiano (un intero libretto \u00e8 dedicato agli alberi della montagna), conosciuto a fondo fin da fanciullo, dove ama vivere. Dobbiamo a lui se la numerosa schiera dei suoi lettori ha imparato a conoscere la cultura montanara di un angolo appartato del Veneto dalle morte virt\u00f9 e dalle molte ritrosie, descritto in tutti i suoi aspetti, talvolta non solo sconosciuti, ma anche insospettabili.<\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\"><b>Premio per la storia veneta <\/b><\/p>\n<figure id=\"attachment_773\" aria-describedby=\"caption-attachment-773\" style=\"width: 678px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-773 size-mh-magazine-content\" src=\"https:\/\/www.ossicella.it\/brunacci\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/2004_0003-678x381.jpg\" alt=\"\" width=\"678\" height=\"381\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-773\" class=\"wp-caption-text\">Marina Bertoncin<\/figcaption><\/figure>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\">Marina Bertoncin, <i>Logiche di terre e acque. Le geografie incerte del Delta del Po<\/i><i>, <\/i>Cierre Edizioni, 2004<\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\">Il Delta del Po \u00e8 un territorio di \u201cpassaggi\u201d, troppo spesso considerati obbligati. \u00c8 su alcuni di questi passaggi che il libro ragiona per proporre un\u2019altra geografia del Delta. Risalire dal fatto compiuto al compimento del fatto, riavvolgere il percorso della territorializzazione per porre domande che consentano di andare oltre immagini prestabilite e ormai \u201cchiuse\u201d: sono gli atteggiamenti di metodo che sorreggono questo lavoro sulle (molte) geografie del Delta del Po, a lungo determinate da attori esterni ed estranei alla realt\u00e0 deltizia; oggi invece si possono leggere i segni di una lenta ma efficace costruzione di un territorio condiviso.\u00a0Marina Bertoncin in questo volume ricostruisce con rigore e amore i percorsi di territorializzazione del Delta, disegnando il modello di una geografia in cui lo spazio nel tempo e i tempi dello spazio interagiscono e i fatti storici hanno un&#8217;importanza fondamentale nella creazione dell&#8217;organizzazione territoriale. Nella lunga e continua storia di domesticazione dell&#8217;ambiente fisico che l&#8217;uomo ha condotto attraverso i secoli, ripercorsa dall&#8217;autrice sulla base di larga e sicura informazione, la volont\u00e0 dominativa dello Stato moderno e l&#8217;azione dei proprietari privati, ora all&#8217;unisono ora in contrasto, hanno svolto un ruolo decisivo nel definirsi del territorio deltizio, ma la natura ha avuto un peso altrettanto determinante come attore protagonista nell&#8217;edificazione territoriale. Estendendo la sua analisi fino all&#8217;oggi e alla progettazione del Parco la Bertoncin, con gli strumenti dell&#8217;analisi scientifica formula un giudizio critico circa la realt\u00e0 del Delta come periferia troppo a lungo dimenticata, ma nello stesso tempo \u00e8 intelligentemente propositiva nel suggerire linee operative ispirate ai valori originari dei luoghi, alla promozione di logiche di autogoverno, alla ricerca, alla formazione di professionalit\u00e0: il tutto finalizzato alla riappropriazione del territorio da parte degli attori locali. E&#8217; tempo di girare il cannocchiale dal luogo dei possibili alle possibilit\u00e0 dei luoghi&#8221;, secondo logiche di terra e di acque che conducano alla costruzione di un territorio condiviso. Il libro di Marina Bertoncin \u00e8 certo un felice passo avanti nella direzione da lei stessa indicata.<\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\"><b>Opere segnalate<\/b><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\">Piero Del Negro, <i>I Collegi per studenti dell\u2019Universit\u00e0 di Padova. Una storia plurisecolare<\/i><i>, <\/i>Signum editrice, 2003<\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\">Maria Cristina Zanardi, <i>La biblioteca del convento di S. Giacomo in Monselice<\/i>. <i>Manoscritti<\/i><i>,<\/i><i> incunaboli<\/i><i>,<\/i><i> cinquecentine<\/i><i>,<\/i><i> seicentine<\/i><i>, <\/i>Lief, 2003<\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\"><b>Storia del padovano <\/b><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\">Stefano Zaggia, <i>L\u2019Universit\u00e0 di Padova nel Rinascimento. La costruzione del palazzo del Bo e dell\u2019orto botanico<\/i><i>, <\/i>Marsilio, 2003<\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\">Nel corso della storia dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova, il Cinquecento fu forse il secolo pi\u00f9 importante, un&#8217;epoca nella quale la celebrit\u00e0 dello Studio raggiunse il suo apice. Studenti provenienti da tutta Europa attendevano alle lezioni dei pi\u00f9 insigni studiosi e maestri che la cultura dell&#8217;epoca potesse offrire. Tale grande stagione fu in gran parte dovuta all&#8217;interesse che la Signoria di Venezia rivers\u00f2 nei confronti dell&#8217;antica istituzione, trasformandola di fatto nell&#8217;Universit\u00e0 dello Stato. Soprattutto, Venezia cambi\u00f2 la connotazione materiale dell&#8217;Ateneo: venne costruita una sede monumentale e fondato quello che a tutti gli effetti pu\u00f2 considerarsi uno dei primi luoghi di sperimentazione scientifica: l&#8217;Orto botanico.\u00a0Il lavoro, condotto con scrupolosa ricerca archivistica e bibliografica, ricostruisce le vicende della trasformazione dello Studio patavino in &#8220;Pubblica scuola di Stato&#8221;, sotto la guida dei Riformatori allo studio, autorevoli esponenti del patriziato veneto. &#8220;Per la pubblica dignit\u00e0 e per il decoro di esso studio&#8221; la nuova sede del Bo diviene sul finire del &#8216;500 un segno forte nel tessuto urbano, di fronte al Palazzo del Podest\u00e0, anche se non si realizza la proposta di demolire la Chiesetta di San Martino per realizzare una nuova piazza. La fondazione dell&#8217; &#8220;Orto dei semplici&#8221;, ad uso dell&#8217;universit\u00e0, avviato a partire dalla delibera senatoriale del 1545 rappresenta l&#8217;altro momento importante della storia dell&#8217;intervento della Repubblica Veneta nell&#8217;organizzazione scientifica-didattica dello Studio. Il lavoro di Zaggia si segnala oltre che per il rigore scientifico per una esposizione chiara e persuasiva che rende la lettura piacevole e interessante anche per un pubblico non solo di addetti ai lavori o i specialisti, ma di persone curiose, mediamente colte.<\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\"><b>Opere segnalate<\/b><i> <\/i><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\">Aulo<i> <\/i>Donadello<i>, Lucidario. Volgarizzamento veronese del XIV secolo<\/i><i>, <\/i>Antenore, 2003<\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\">Francesco Vallerani<i>, Acque a nordest. Da paesaggio moderno ai luoghi del tempo\u00a0<\/i><i>l<\/i><i>ibero<\/i><i>, <\/i>Cierre edizioni, 2004<\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\"><b>Tesi di laurea<\/b><\/p>\n<figure id=\"attachment_776\" aria-describedby=\"caption-attachment-776\" style=\"width: 678px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-776 size-mh-magazine-content\" src=\"https:\/\/www.ossicella.it\/brunacci\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/2004_0006-678x381.jpg\" alt=\"\" width=\"678\" height=\"381\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-776\" class=\"wp-caption-text\">Roberta Frezza<\/figcaption><\/figure>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\">Roberta Frezza, <i>I ternari trilingui di Matteo Correggiaio<\/i>. Relatore prof. Furio Brugnolo<\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\">La dottoressa Roberta frezza, riprendendo, dopo le poco corrette edizioni ottocentesche, una parte delle rime di Metteo Correggiaio, forse padovano e, comunque, inserito nel contesto culturale veneto della prima met\u00e0 del Trecento (intrattenne, fra l&#8217;altro, una corrispondenza poetica con il celebre teorico Antonio da Tempo), ha riesaminato le due liriche composte da terzine, ognuna comprendente un verso in francese, uno in latino e uno in volgare. Con una stretta analisi ha saputo collocarle esattamente nella tradizione, di cui Dante \u00e8 stato un interprete segu\u00ecto, del bilinguismo e del plurilinguismo poetico dell&#8217;epoca, che ha trovato precocemente e vivacemente nel Veneto il terreno adatto per una copiosa fioritura.\u00a0La studiosa ha allestito una nuova, accurata edizione dei ternari con un commento che tocca tutti i diversi punti della discussione filologica e linguistica dei due testi. Per questo la giuria ha ritenuto di premiare la sua diligente preparazione critica e la sua esauriente esposizione.<\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\">Gionata Tasini, <i>Carte monselicensi del monastero di San Zaccaria di Venezia (1183-1206).<\/i> Relatore prof. Attilio Bartoli Langeli<\/p>\n<figure id=\"attachment_780\" aria-describedby=\"caption-attachment-780\" style=\"width: 678px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-780 size-mh-magazine-content\" src=\"https:\/\/www.ossicella.it\/brunacci\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/tasini_0001-678x381.jpg\" alt=\"\" width=\"678\" height=\"381\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-780\" class=\"wp-caption-text\">Gionata Tasini<\/figcaption><\/figure>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\"><b>Ricerche scuole dell&#8217;Obbligo<\/b><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\">ANGUILLARA VENETA \u2013 <i>Il mio paese ieri oggi domani. <\/i>Ricerca eseguita dagli studenti delle classi di 1^A e 1^B della Scuola Media \u201cG. Marconi\u201d di Anguillara Veneta. Insegnanti coordinatori: Giorgio Capuzzo, Luigi Antonio Cecchinello, Roberto Manfrin, Loredana Zoppellari.\u00a0Motivazione: Il prodotto della ricerca, seguita da un valido gruppo di insegnanti \u00e8 un libro su Anguillara Veneta, abbastanza soddisfacente sul lato storico, ma pi\u00f9 valido sulle tradizioni e sulle leggende locali. Interessanti sono, in finale i \u201cdesiderata\u201d per immagini degli alunni, su come vedrebbero il loro paese nella proiezione futura.<\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\">CARTURA \u2013 <i>Tracce e immagini dal passato.<\/i> Ricerca eseguita dagli studenti delle classi 3^A e 3^B della Scuola elementare \u201cSan Giovanni Bosco\u201d di Cartura. Insegnante coordinatrice Elisabetta De Bona. Motivazione: \u00e8 una gustosa ed originale raccolta per immagini, tratte dai graffiti rupesti, dai dipinti e incisioni delle civilt\u00e0 numerica ed egizia, per rilevare momenti del vissuto degli uomini del passato.<\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\">ESTE \u2013 <i>Este: Culto e religiosit\u00e0 dagli antichi veneti ai nostri giorni. <\/i>Ricerca eseguita dagli studenti della Scuola Elementare \u201cGiovanni Pascoli\u201d di Este. Insegnanti coordinatori: Patrizia Bertazzo, Lorella Golden, Margherita Moletti, Carmela Zingaropoli.\u00a0Motivazione: \u00e8 un lavoro bene impostato sullo sviluppo dei luoghi sacri e sulla religiosit\u00e0, dal periodo degli antichi veneti ai giorni nostri, strettamente al campo d\u2019indagine di Este. Il risultato \u00e8 buono, serio, elegante.<\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\">LOZZO ATESTINO \u2013 <i>La toponomastica a Lozzo nell\u2019Ottocento: colle e piano.<\/i> Ricerca eseguita da alcuni studenti delle classi 2^A e 2^B: Alice Gazziero, Andrea Ongaro, Giacomo Ongaro, Marco Peruffo, Nicola Prando, Mauro Toniolo, Davide Zanaica della Scuola Media \u201cG. Negri\u201d di Lozzo Atestino. Insegnante coordinatore Renato Ponzin.\u00a0Motivazione: la ricerca \u00e8 molto accurata ed attenta, ricca di documentazione e bene illustrata, ricca di mappe e fotografia sulla toponomastica dell\u2019Ottocento. Si notano soprattutto le capacit\u00e0 organizzative dei docenti \u00e8 la diligenza degli studenti che si avvicinano con competenza alla storia del proprio paese.<\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\">MONSELICE \u2013 <i>La storia di Pirulino. <\/i>Ricerca eseguita dagli studenti della scuola dell\u2019Infanzia \u201cScuola Materna del Carmine\u201d di Monselice. Insegnante coordinatrice Giuseppina Malachin.\u00a0Motivazione: fa parte del progetto generale, promosso dalla scuola \u201cCome una fiaba: attraverso le storie del territorio veneto\u201d. Si tratta della revisione, con graziose immagini, ottenute con tecniche composite a colori vivaci della fiaba di un bambino povero che nel suo girovagare in cerca di cibo viene catturato dalla strega, ma che riesce a sfuggirle con uno stratagemma. Buona la spontaneit\u00e0 dei ragazzi che sono riusciti a liberare la loro fantasia con risultati eccezionali.<\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\">MONSELICE \u2013 <i>La magia del giardino. <\/i>Ricerca eseguita dagli alunni delle classi I A e B e II^ A e B della scuola primaria Giorgio Cini di Monselice. Insegnanti coordinatori: Crozzoletti Maria Luisa, Nagy Rossella, Granzarollo Renata, Monichi Angela, Fabbri Aquilina, Montelatici Carla, Baccan Federica e Bortolami Fabiola.\u00a0Motivazione: \u00e8 un lavoro a tutto campo sul tema, dalla leggenda alla storia, ma pi\u00f9 di tutto sul racconto, per illustrare il significato simbolico dei fiori e delle piante da giardino. Si passa poi ad una guida a carattere interdisciplinare dei giardini notabili di Monselice. Il lavoro \u00e8 impostato in modo originale e gustoso.<\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\">SANT\u2019ELENA \u2013 <i>Alla scoperta della chiesa di Sant\u2019Elena.<\/i> Ricerca eseguita dagli studenti della classe 2^A della Scuola Media di Sant\u2019Elena. Insegnanti coordinatori: Giovanna Cancian e Renato Toschetti.\u00a0Motivazione: finalmente una bella ricerca sulla storia della chiesa di Sant\u2019Elena sapientemente elaborata con i pi\u00f9 moderni strumenti multimediali. Buone le immagini e la resa artistica delle opere presentate. Buoni i testi a corredo delle immagini.<\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\">SANTA MARHERITA D\u2019ADIGE \u2013 <i>Una giornata a casa degli antichi veneti e romani. <\/i>Ricerca eseguita dagli studenti delle classi 1^ e 2^ della Scuola elementare \u201cM. Buonarotti\u201d di Santa Margherita d\u2019Adige. Insegnanti coordinatori: Alessandra Mistrello, Sabrina Sinigaglia, Lucia Spoladore.\u00a0Motivazione: come fonte di informazioni sul tema \u00e8 stato scelto il Museo Nazionale Atestino. I dati raccolti sono stati usati per produrre un elegante quaderno di annotazioni e di figure. Significativo e pieno di spunti, il lavoro dovrebbe essere preso come esempio per tutti gli studenti che vogliono conoscere la nostra storia antica.<\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\">SOLESINO \u2013 <i>Quatro Ci\u00e0coe all\u2019Osteria. <\/i>Ricerca eseguita dagli studenti della classe 2^B della Scuola Media \u201cD. Pegoraro\u201d di Solesino. Insegnante: Maria Vittoria Liviero.\u00a0Motivazione: \u00e8 una piacevole ricostruzione dell\u2019ambiente della vecchia osteria. Polo di ritrovo, di convivenza, di scambi di notizie di quel mondo contadino, povero ma ricco di quel sapere antico, che regolava i rapporti umani. Dell\u2019osteria vengono trattati anche i particolari e le frequentazioni, i men\u00f9, i giochi. Vengono pure ricordate le osterie del paese, con la loro caratteristica clientela. Il lavoro \u00e8 alquanto vivace.<\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\">TEOLO \u2013 <i>Le sorgenti d\u2019acqua dei nostri Colli. <\/i>Ricerca eseguita dagli studenti della classe 4^A della Scuola Elementare di Tramonte. Insegnanti coordinatori: Fabiola Tosato, Carla Erranti.\u00a0Motivazione: la ricerca scelta ha raggiunto in pieno gli obiettivi prefissati: il saper osservare l\u2019ambiente in cui si vive, imparare l\u2019uso di mappe e carte topografiche per sapersi orientare e per ubicare le fonti d\u2019acqua, comprendere l\u2019importanza di questo elemento, basilare per la vita del pianeta. L\u2019iconografia \u00e8 appropriata e precisa, senza divagazioni di esposizioni di inutili addobbi.<\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\"><b>Premio Luciana Pulliero<\/b><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\">MONSELICE <i>&#8211; Cave, fornaci e cementerie dei Colli Euganei. <\/i>Ricerca eseguita dagli studenti delle classi 3^A e 3^B della Scuola Media \u201cG. Guinizzelli\u201d di Monselice.\u00a0Motivazione: \u00e8 un ottimo lavoro multimediale sull\u2019uso delle rocce dei colli per produrre il materiale destinato all\u2019edilizia. I ragazzi hanno esplorato, con competenza davvero ammirevole, tutto il ciclo produttivo compiuto dal sasso euganeo: partendo dalle cave per arrivare alle fornaci o alle cementerie. I testi sono corredati da immagini e schemi tecnici che illustrano le lavorazioni in uso nel nostro territorio. La ricerca \u00e8 ben organizzata \u00e8 potr\u00e0 costituire una buona guida per altri studenti che vogliono affrontare lo stesso argomento. Complimenti per l\u2019impegno e per la veste tecnologica del Cd-rom.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">___________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a9 2026 <strong>a cura di Flaviano Rossetto<\/strong><\/p>\n<p><strong>I siti WEB Monselice Antica<\/strong> e <strong>Ossicella<\/strong> raccolgono immagini, documenti e ricordi della storia di Monselice, per conservare e condividere l\u2019identit\u00e0 della mia citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Vedi anche:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0\u00a0Per\u00a0le news su Monselice: <a href=\"https:\/\/www.ossicella.it\/\">https:\/\/www.ossicella.it\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0Per\u00a0arte e architettura: <a href=\"https:\/\/www.ossicella.it\/monselice\/\">https:\/\/www.ossicella.it\/monselice\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Per la storia di Monselice: <a href=\"https:\/\/www.monseliceantica.it\/\">https:\/\/www.monseliceantica.it\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Per le immagini:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.monseliceantica.it\/archivio\/\">https:\/\/www.monseliceantica.it\/archivio\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Sulla storia dei Premi Brunacci: <a href=\"https:\/\/www.ossicella.it\/brunacci\/\">https:\/\/www.ossicella.it\/brunacci\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Info e Segnalazioni scrivimi qui: flaviano.rossetto@ossicella.it<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">I miei libri in PDF \u00a0[ <a href=\"https:\/\/www.ossicella.it\/libri__di-flaviano-rossetto\/\">Clicca qui<\/a>\u2026]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PREMI BRUNACCI PER LA STORIA VENETA I VINCITORI DELLA 21^ EDIZIONE 2004 La premiazione ha avuto luogo il 24 Ottobre 2004 presso la Pieve di Santa Giustina Relazione del presidente della giuria Antonio Rigon Cari ragazzi, Autorit\u00e0, Gentili Signore e Signori, Una volta ancora questa grande aula della Pieve di Santa Giustina, cuore antico di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":774,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[36],"class_list":["post-819","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-edizioni-annuali-del-brunacci","tag-mario-rigoni-stern"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - 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