Ambiente e Natura

Nuovi Parchi fotovoltaici a Monselice

Anche a Monselice si accelera sull’attivazione dell’energia solare, dopo quella da 16 ettari che sta sorgendo in via Cà Bonetti (tra la Rovigana e la strada Regionale 10), l’amministrazione comunale sta lavorando per renderne possibile un secondo al posto dell’ex Italcementi. Il provvedimento sarà portato in consiglio per l’approvazione il prossimo 8 maggio, ma già da ora filtrano i primi contenuti di un atto destinato a incidere nel centro storico e nelle zone agricole. Nel progetto sono previsti due interventi, uno interesserà l’ex ospedale e l’altro l’area della vecchia Italcementi. Attendiamo l’atto conclusivo, certo è che Monselice sta velocemente sistemando due aree importanti x lo sviluppo futuro della nostra città. © 2023 a cura di Flaviano Rossetto  per  https://www.ossicella.it/ Per la storia di Monselice https://www.monseliceantica.it/ Contatti e info flaviano.rossetto@ossicella.it https://www.facebook.com/flaviano.rossetto

Ambiente e Natura

La poetica strada dei tigli a Monselice sta scomparendo

Pochi ricordano che negli anni ’30 del secolo scorso le automobili e i camion che arrivavano da Padova per andare a Rovigo erano costretti a passare per il centro cittadino. Possiamo immaginare il traffico lungo l’attuale via Roma!. Il problema fu risolto nel 1936 con la costruzione di una nuova circonvallazione (vie Galilei, Statale 16 e Marconi) che aggirava la Rocca per immettersi sulla strada che portava a Rovigo (all’altezza del vecchio ospedale), senza dover passare per il centro cittadino Il progetto fortemente voluto dal podestà Mazzarolli prevedeva – tra l’altro – che ai lati della nuova strada fossero piantumati numerosi tigli che ci regalano – ancora ad ogni primavera – terapeutici fiori e odorosi profumi. L’aromatica strada non è sfuggita al poeta Giorgio Bassani che in una celebre poesia (1942) ricorda i nostri tigli. Il tempo è passato anche per i nostri alberi, già alcuni sono stati sacrificati per favorire il traffico stradale, quest’anno però ben 5 sono stati tagliati, sicuramente erano in cattive condizioni vegetative, altri non stanno meglio. Ci sembra opportuno chiedere che tutte le piante ‘abbattute’ vengano sostituite con esemplari della stessa specie e che il duplice filare di tigli venga riconosciuto come monumento naturalistico monselicense, xchè rappresenta una delle suggestive e storiche presenze arboree del territorio dei Colli Euganei. Qui sotto la poesia citata di Giorgio Bassani A Monselice il vento va sempre come dal mare. Gira il treno al largo, non sa forse come approdare. Monselice, colle celeste, fronte pura e lontana, ricordo, di […]

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L’alluvione del Polesine nel libro di Francesco Jori

Venerdi 10 dicembre 2021 al parco Buzzaccarini di Monselice è stato presentato il libro I giorni del diluvio scritto dal giornalista Francesco Jori, autore di una mostra sullo stesso argomento a Rovigo. L’autore con l’aiuto di filmati spiega la tragedia precisando che il polesine degli anni ’50 del secolo scorso era un territorio estremamente povero. La gente viveva in capanne coltivando i campi. Il 14 novembre 1951 – dopo 10 giorni di pioggia – alle 8 di sera si verificano tre rotte degli argini del Po che allagarono 10.000 ettari di terreno. Adria viene colpita in pieno. L’economia agricola viene distrutta. Tutti fuggono e si radunano sugli argini dei canali. Si calcola che gli sfollati siano stati quasi 180.000 persone provenienti da 51 comuni del basso veneto. Le vittime furono un centinaio. Jori dedica ampio spazio al giornalista GA Cibotto autore di un fortunato libro nel quale racconta il dramma delle popolazioni polesane. Tra i politici che si adoperano per alleviare le sofferenze della popolazione troviamo Lina Merlin che si insedierà direttamente nel comune di Adria. Monselice è stato uno dei primi comuni che ha soccorso agli sfollati, addirittura molti monselicensi accolsero nelle loro abitazioni molti polesani in fuga. Un libro da leggere

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Il Montericco, le sue cave e le rocce nel nuovo libro di Franco Colombara

Pubblicato un interessante e puntuale studio sulle formazioni rocciose dei Colli Euganei, utile per approfondire, tra l’altro, in modo chiaro e puntuale la geologia del Montericco. L’opera, intitolata Cava Costa e Montericco, con note di geologia euganea, è frutto delle ricerche del geologo Giamberto Astolfi e del biologo/naturalista Franco Colombara. Il saggio è curato da Bruno Simoni e pubblicato nel dicembre 2018 dal Gruppo mineralogico paleontologico euganeo. Il volume, frutto di uno studio meticoloso di questa parte del territorio, include al suo interno un’ampia documentazione fotografica dei reperti fossili conservati al Museo provinciale geopaleontologico di Cava Bomba a Cinto Euganeo, oltre a numerose elaborazioni grafiche e immagini dei Colli e degli strati rocciosi che li compongono. Dopo una rapida introduzione sulle caratteristiche geografiche degli Euganei, gli autori si soffermano sulla loro genesi. I processi eruttivi che condussero alla nascita del complesso collinare avvennero in ambiente sottomarino ed ebbero inizio nell’Eocene superiore con l’emissione di lave basaltiche. Le eruzioni euganee si inseriscono nel contesto dell’attività vulcanica che interessò un’area di circa duemila chilometri quadrati, estesa fino al Garda e comprensiva dei monti Lessini, dei Berici, del Marosticano e del Bassanese. Si passano in rassegna le differenti tipologie di rocce che costituiscono i nostri Colli: vengono esaminate con attenzione, fra le altre, la Formazione di Torreglia, la Formazione di Castelnuovo, la Formazione di Monte Venda. La prima parte del libro termina con alcuni cenni sul termalismo euganeo. Astolfi e Colombara si concentrano poi sulla geologia del Montericco, che con i suoi 329 […]

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