{"id":2841,"date":"2025-05-02T06:43:33","date_gmt":"2025-05-02T04:43:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ossicella.it\/monselice\/?p=2841"},"modified":"2025-12-09T07:45:34","modified_gmt":"2025-12-09T06:45:34","slug":"la-leggenda-dei-fondatori-di-monselice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ossicella.it\/monselice\/la-leggenda-dei-fondatori-di-monselice\/","title":{"rendered":"Ossicella, Egina e Sarpedone: i mitici fondatori di Monselice:"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Monselice, come ogni citt\u00e0 che si rispetti, ha le sue leggende e le sue storia. Vere o inventate che siano fanno parte della nostra tradizione municipale. Ne presentiamo alcune, le pi\u00f9 note, nella speranza che si trovi il coraggio di inventarne delle nuove, magari recuperando la tradizione orale ancora viva nei ricordi dei nostri vecchi. Quattro le leggende che raccontano la fondazione di Monselice: <span style=\"color: #ff0000;\">Ossicella, Eginia e Sarpedone, Gli Euganei e il principe etrusco Celio.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Ossicella: il mitico fondatore di Monselice<\/strong><\/span><br \/>\nSecondo una fortunata leggenda, la citt\u00e0 di Monselice sarebbe stata fondata da Ossicella, un eroe troiano in fuga da quella sfortunata citt\u00e0. Gli storici patavini: Portinari, Bonifacio e Salomonio lo affermarono con certezza. Secondo loro Ossicella, Antenore (fondatore di Padova) e Ateste (fondatore di Este) approdarono sulle spiagge venete fuggendo da Troia, conquistata con l&#8217;inganno da Ulisse (cavallo di Troia). Anche Virgilio nell&#8217; Eneide fa cenno ai nostri eroi e precisa che Antenore, era ricordato come amico, compagno e consigliere di Priamo. Egli era un uomo saggio e onesto, che consigli\u00f2 ai suoi concittadini la restituzione di Elena. In fuga dalla citt\u00e0 di Troia conquistata dai greci: Ossicella, Antenore e Ateste giunsero in Italia.\u00a0Al termine di un lungo viaggio, con una imbarcazione di fortuna seguendo il fiume Brenta, i fuggiaschi arrivarono nella citt\u00e0 di Padova. In questa citt\u00e0 costruirono le mura e contribuirono ad edificare i primi edifici civili e religiosi. Dopo qualche anno Ossicella e Ateste, proseguirono il loro cammino verso i Colli Euganei con un gruppo di amici. Il viaggio fu purtroppo interrotto da una dura e drammatica guerra con gli Euganei che avevano un piccolo castello nei pressi della citt\u00e0 di Abano Terme.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-6299 \" src=\"https:\/\/www.ossicella.it\/monselice\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/ossicella-colori.jpg\" alt=\"\" width=\"475\" height=\"749\" srcset=\"https:\/\/www.ossicella.it\/monselice\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/ossicella-colori.jpg 526w, https:\/\/www.ossicella.it\/monselice\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/ossicella-colori-190x300.jpg 190w\" sizes=\"auto, (max-width: 475px) 100vw, 475px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ossicella, ferito negli scontri, riusc\u00ec a raggiungere la Rocca di Monselice e vi dimor\u00f2 per molto tempo costruendo le prime mura, mentre Ateste trov\u00f2 rifugio nella vicina citt\u00e0 di Este. Ossicella \u00e8 ricordato dallo storico greco Strabone che lo definisce cos\u00ec dotto da &#8220;insegnare la grammatica&#8221;. Una bella statua, opera dello scultore Pietro Danieletti, che ricorda il nostro mitico fondatore \u00e8 collocata sul prato della Valle di Padova ed \u00e8 stata fatta erigere dai cittadini di Monselice nel 1777.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Prato Della Valle sono presenti attualmente 78 statue. La loro costruzione doveva rispettare dei precisi criteri: innanzitutto, non andavano rappresentate persone in vita n\u00e9 santi e i personaggi raffigurati dovevano avere tutti in un qualche modo un legame con la citt\u00e0 di Padova. Nella foto di oggi possiamo osservare la statua N. 10 dedicata a Ossicella, storico fondatore della citt\u00e0 di Monselice. La statua fu scolpita da Pietro Danieletti nel 1777 e fu commissionata dalla Citt\u00e0 di Monselice. Ossicella, compagno di Antenore, \u00e8 rappresentato con un vestito da guerriero troiano, con un\u2019armatura leggera, elmo in testa e spada al fianco. Con la mano destra regge una lancia ed uno scudo sopra il quale \u00e8 stesa una corda d\u2019arco. La mano sinistra solleva il mantello<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo la tradizione, nella nostra regione si sono stabiliti anticamente (verso il 900 a. C.) i Veneti, popolazione proveniente, per via mare, dall&#8217;Asia Minore e precisamente dalla citt\u00e0 di Paflagonia, che si era alleata con i troiani per difendere la loro capitale, Troia dall&#8217;attacco dei Greci. Non si sa in quale relazione fossero questi veneti con gli altri popoli, chiamati ugualmente veneti, distribuiti in tutta l&#8217;Europa antica: forse si trattava di una denominazione generica col significato di &#8220;conquistatori&#8221;. Numerosi scrittori greci e romani ci informano sulle attivit\u00e0 di questi veneti che sarebbero stati i nostri antenati. In particolare da loro sappiamo che abitavano in casoni (capanne) di paglia e si dedicavano al commercio con gli Etruschi. Parlavano una lingua che oggi chiamiamo venetico.<\/p>\n<p>Fama ingens, ingentior armis (Eneide) &#8220;Molto grande per fama, ancora pi\u00f9 grande per le armi&#8221;. Cos\u00ec Virgilio descrive l&#8217;arrivo di Antenore sulle coste venete. Padova, Monselice, Chioggia, Aquileia sono accomunate nella storia delle proprie origini. I loro fondatori, rispettivamente Antenore , Ossicella , Clodio e Aquilio, sono stati secondo le tradizioni compagni di viaggio, in fuga da Troia presa dai Greci. Una tradizione simile a quella di Roma fondata dai discendenti di Enea, che forse vuole mostrare la vicinanza a Roma stessa, i Veneti sono sempre stati infatti molto fedeli ai Romani. Vuole forse anche conferire un po&#8217; di nobilt\u00e0 alle origini legandole alla mitologia classica greca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_8492\" aria-describedby=\"caption-attachment-8492\" style=\"width: 275px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-8492\" src=\"https:\/\/www.ossicella.it\/monselice\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/491909894_29425518670396407_2588732589275971035_n-208x300.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"397\" srcset=\"https:\/\/www.ossicella.it\/monselice\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/491909894_29425518670396407_2588732589275971035_n-208x300.jpg 208w, https:\/\/www.ossicella.it\/monselice\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/491909894_29425518670396407_2588732589275971035_n.jpg 399w\" sizes=\"auto, (max-width: 275px) 100vw, 275px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-8492\" class=\"wp-caption-text\">Pignoria, 1625 , \u201cLe origini di Padova\u201d<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella foto da Lorenzo Pignoria, 1625 , \u201cLe origini di Padova\u201d, lo sbarco di Antenore e dei suoi compagni accolti benevolmente dalle popolazioni locali. &#8211;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"mceTemp\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Egina e Sarpedone<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una bella e romantica leggenda, recuperata dagli storici Ottocenteschi, attribuisce le origini della citt\u00e0 di Monselice allo scontro tra Egina (regina della Rocca) e Sarpedone (re del Monte Ricco). Nella storia, raccontata da un anonimo poeta ottocentesco e raccolta da Celso Carturan, si descrive le vicende di Egina, grande amatrice e bella come una stella, esponente di una civilt\u00e0 evoluta in guerra con Sarpedone rappresentante della rozzezza che &#8220;nel vicin Monte Ricco avea la sua dimora&#8221;. Egli era un gigante alto quasi tre metri e divorava animali vivi. Ma Eginia e Sarpedone non riuscirono accordarsi sul futuro della citt\u00e0 e iniziarono una lunga guerra che si concluse con la morte di Sarpedone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_2853\" aria-describedby=\"caption-attachment-2853\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2853 size-full\" src=\"https:\/\/www.ossicella.it\/monselice\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/egina-1.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2853\" class=\"wp-caption-text\">Eginia<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La violenta conclusione della disputa monselicense rappresent\u00f2 la vittoria della societ\u00e0 organizzata nei confronti di quella primitiva. A confermare la leggenda, raccontano gli storici, fu la scoperta &#8211; avvenuta molti anni fa durante i lavori di scavo per un nuovo tratto di mura &#8211; di una scritta incisa direttamente nella roccia della Rocca che recitava: Hic Egina huius montis domina, mutilari fecit Sarpedonem, proximi rnontis dominum . (Traduzione: In questo luogo Egina, signora di questo monte, fece decapitare Sarpedone signore del monte vicino).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_8012\" aria-describedby=\"caption-attachment-8012\" style=\"width: 200px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-8012 size-medium\" src=\"https:\/\/www.ossicella.it\/monselice\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/sarpedoneffff-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.ossicella.it\/monselice\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/sarpedoneffff-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.ossicella.it\/monselice\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/sarpedoneffff.jpg 396w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-8012\" class=\"wp-caption-text\">Sarpedone<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il principe Francesco da Carrara lesse quella scritta e ordin\u00f2 &#8220;che le ditte lettere fossero trascritte e date in copia a chiunque le volesse&#8221; e cos\u00ec io l&#8217;ho avuta in copia &#8211; commenta l&#8217;Ongarello &#8211; da Jacomo Magnaguagno cancelliere del comune di Monselice. Come e perch\u00e8 &#8211; commenta lo storico Mazzarolli &#8211; si siano tirati in campo a Monselice due personaggi mitologici greci: Egina e il buon Sarpedone, corso dalla sua Licia a difendere Troia sotto le cui mura fa ucciso da Patroclo, non si riesce a comprendere anche perch\u00e8 tra i due mitologici personaggi non vi fu relazione di sorta. Forse la leggenda \u00e8 stata inventata da qualche cortigiano monselicense, traendo spunto dai colli della Rocca e del Monte Ricco, l&#8217;uno abitato e l&#8217;altro no, l&#8217;uno piccolo, l&#8217;altro tre volte pi\u00f9 alto. L&#8217;aspetto cos\u00ec diverso sembra favorire l&#8217;accostamento della Rocca con la ninfa (Egina) e del Monte Ricco con lo sfortunato eroe (Sarpedone).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa stessa leggenda \u00e8 stata narrata anche dallo storico Angelo Main nel suo libro Montericco, disponibile presso la Biblioteca comunale.\u00a0Il primo storico che ha pubblicato il primo opuscolo sulla nascita di Monselice \u00e8 stato Angelo Main pubblicata nel libro &#8220;Montericco : dall&#8217;epoca antica alla medioevale&#8221;. Edito dal Gabinetto di Lettura di Monselice, 1936. Contiene la prima formulazione della leggenda dei mitici fondatori di Monselice &#8220;Egina e Sarpedone<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Gli antichi Euganei<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una leggenda locale accenna che Monselice sia stato uno dei 34 castelli eretti dagli Euganei, il popolo greco che guidato da Pallo, figlio di Teseo, si insedi\u00f2 nei nostri Colli. Ai monti diedero il loro nome e fondarono la scomparsa citt\u00e0 Euganea ai piedi del Monte Rosso (forse Abano). Maggiori info nel sito di Vecchia Padova\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lavecchiapadova.it\/02-TESTI\/01-CURIOSITA\/PAGINE\/062-GLI%20EUGANEI.htm\">[ clicca qui&#8230;]<\/a><\/p>\n<p>Utile anche\u00a0\u00a0<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/euganei_(Enciclopedia-Italiana)\/\">[ Clicca qui&#8230;]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Il principe etrusco Celio<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una terza leggenda sostiene che Monselice sarebbe stata fondata dal principe etrusco Celio che, dopo aver fortificato la Rocca avrebbe propiziato il primitivo sviluppo della citt\u00e0. A sostenere tale ipotesi \u00e8 stato lo storico padovano Scardeone che nel suo libro De antiquitate urbis Patavii (1560). Secondo Scardeone infatti l&#8217;origine del toponimo Monselice deriva dal &#8220;monte di Celio&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2850 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.ossicella.it\/monselice\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/celio.jpg\" alt=\"\" width=\"171\" height=\"245\" srcset=\"https:\/\/www.ossicella.it\/monselice\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/celio.jpg 295w, https:\/\/www.ossicella.it\/monselice\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/celio-209x300.jpg 209w\" sizes=\"auto, (max-width: 171px) 100vw, 171px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo la leggenda Celio sarebbe il principe etrusco Celio Vibenna che a sua volta sarebbe legato alle mitiche fondazioni di Roma. La citt\u00e0 di Monselice ricord\u00f2 questo mitico fondatore intitolandogli una viuzza nel centro cittadino. Altri sostengono che una lapide murata nel Torrione di Monselice la cui scritta ricorda una strada costruita (?) da Celio sarebbe una conferma della veridicit\u00e0 della leggenda. Ecco la scritta CF A OB HOMO VIAM STR.. Celius erexit arcem obuneam honoratus viam struxit (Celio edific\u00f2 il castello e vi costru\u00ec una tortuosa via)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>ALTRE LEGGENDE MONSELICENSI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Fate nella notte<\/span><\/strong><br \/>\nNarrano i vecchi che all&#8217;incrocio delle crosare di Ca&#8217; Oddo, qualche sera si aggiravano le fate della notte, che lavavano i panni dei viandanti in lavelli improvvisati e li stendevano ad asciugare fino all&#8217;alba, quando scomparivano ai primi raggi del sole. Si racconta che chi riusciva a vederle viveva fino a cent&#8217;anni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>L&#8217;orco musso e gli scampi<\/strong><\/span><br \/>\nA C\u00e0 Oddo di Monselice molto tempo fa c&#8217;era un orco, un personaggio cattivo che amava le metamorfosi pi\u00f9 impensate.\u00a0Si trasformava in mulo per distribuire calci ai passanti; in cavallo per rovinare i raccolti calpestandoli; in uomini vestiti di bianco per spaventare la gente di notte; in ombre per rincorrere gli sprovveduti passanti. Ma lo scherzo che preferiva consisteva nel trasformarsi in maiale. Ma appena l&#8217;ingenuo contadino tentava di rinchiuderlo nel suo porcile, l&#8217;agnello ( che in realt\u00e0 era l&#8217;orco) si trasformava subito in una zucca, beffando amaramente il malcapitato. Una mattina un contadino vide in mezzo al suo &#8220;spagnaro&#8221; (prato di erba medica) un bell&#8217;agnello. L&#8217;uomo se lo mise sulle spalle e, felice e contento, si avvi\u00f2 verso casa. Camminando sent\u00ec l&#8217;agnello gravarlo sempre pi\u00f9 ed esclam\u00f2: \u00abChe pesante che te s\u00ec\u00bb. Rispose l&#8217;agnello: \u00abA so b\u00e8o e grasso ci\u00f2\u00bb. Udendolo parlare, il contadino terrorizzato si scroll\u00f2 di dosso l&#8217;animale e scapp\u00f2 a gambe levate: aveva incontrato l&#8217;orco! Raccontano i nostri vecchi che oltre all&#8217;orco musso a Ca&#8217; Oddo di Monselice esistevamo degli Scampi che erano delle ombre che vivevano in mezzo al granoturco, al forment\u00f2n. Durante la notte uscivano dai campi di granoturco per spaventare i passanti o per rubare le giacche agli uomini. Spesso per\u00f2 facevano anche degli scherzi ai contadini che lavoravano sui campi sedendosi sopra le loro scarpe, facendole diventare pesantissime e impedendone il cammino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Il Folletto Salvanello<\/span><\/strong><br \/>\nSalvanello era un folletto di spirito, un po&#8217; bonario e un po&#8217; dispettoso, vestito di rosso e con i piedi di bue. Si divertiva a filare la lana sopra gli alberi. Una ragazza, che andava a pascolare le pecore, si incontrava spesso con lui. Salvanello allora la chiamava dicendole \u00abMarina, vieni qui\u00bb, mentre con gesto sgarbato lasciava cadere il fuso affinch\u00e8 la pastorella lo raccattasse. Lei, ubbidiente, si chinava per prenderlo in mano, ma di colpo l&#8217;orco tirava su il fuso: voleva proprio abbindolarla. Poi, quasi pentito, raccoglieva pere e mele e le gettava alla fanciulla, invitandola a mangiare. Le giovani donne accoglievano l&#8217;invito, ma per\u00f2 dovevano ricordarsi di buttar via l&#8217;ultimo pezzettino del frutto, altrimenti sarebbero diventate anche loro come Salvanello.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">LA STORIA CI DICE CHE<\/span><\/p>\n<p>Interessante l&#8217;articolo del Il Gazzettino Padova 03 Maggio 2025-che\u00a0 racconta la convivenza tra greci, Celti ed Euganei\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ossicella.it\/monselice\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Il-Gazzettino-Padova-03-Maggio-2025-pagine_page-0001-scaled.jpg\">[ clicca qui&#8230;]<\/a><\/p>\n<p><strong>Altre notizie sulle leggende monselicensi nel libro di Roberto Valandro<\/strong><a href=\"https:\/\/www.ossicella.it\/archiviowp\/Leggende_monselice.pdf\">[ clicca qui..]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a9 2025 <strong>a cura di Flaviano Rossetto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Vedi anche:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0\u00a0Per\u00a0news su Monselice <a href=\"https:\/\/www.ossicella.it\/\">https:\/\/www.ossicella.it\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0Per\u00a0arte e architettura <a href=\"https:\/\/www.ossicella.it\/monselice\/\">https:\/\/www.ossicella.it\/monselice\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Per storia di Monselice <a href=\"https:\/\/www.monseliceantica.it\/\">https:\/\/www.monseliceantica.it\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Info e segnalazioni scrivimi qui flaviano.rossetto@ossicella.it<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Gruppo FB <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/groups\/796282671015193\">https:\/\/www.facebook.com\/groups\/796282671015193<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/flaviano.rossetto\">https:\/\/www.facebook.com\/flaviano.rossetto<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\">Monselice, come ogni citt\u00e0 che si rispetti, ha le sue leggende e le sue storia. 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