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In vendita un quattrocentesco palazzo dei nobili Grifalconi a Ca’ Oddo di Monselice
Un noto sito immobiliare ha messo in vendita lo storico palazzo dei nobili Grifalconi nel centro di Ca’ Oddo. L’edificio è inserito nell’autorevole volume Ville Venete: la provincia di Padova, a testimonianza della sua importanza storica tra le ville del Padovano.LA SITUAZIONE EDILIZIA NEL QUATTROCENTO A MONSELICELe carte dei notai del Quattrocento a Monselice documentano che le abitazioni erano per lo più in muratura, coperte da coppi e dotate di porticato, sviluppate su due piani. Lentamente, nel nostro territorio, si costruiscono case di questo tipo destinate alla classe artigiana e ai commercianti, poi abitazioni per la borghesia e dimore signorili ai piedi della Rocca, come Casa Capodivacca e quelle dei Duodo in via Santarello.Significativa, in questo contesto, fu l’edificazione di una residenza nobiliare in area rurale realizzata dai Grifalconi a Ca’ Oddo. Con ogni probabilità, i nobili avevano acquistato un vasto appezzamento di terreno in quella località che intendevano amministrare dal nuovo edificio.CHI ERANO I GRIFALCONII Grifalconi erano un’antica e nobile famiglia di origine veneziana, con rami storici radicati anche nel padovano e nel veronese. Possedettero numerose tenute e palazzi, lasciando un’impronta significativa nel patrimonio storico e architettonico del territorio compreso tra Padova e Monselice. A Pernumia erano proprietari di Villa Maldura Grifalconi Bonaccorsi.IL PALAZZO DI CA’ ODDOL’edificio si trova al civico 4, tra la chiesa e il bar. Ora purtroppo è completamente nascosto dalla vegetazione. Si può vedere qualcosa della villa dalla stradina a fianco della chiesa. Il palazzo presenta un impianto quattrocentesco, impostato su un piano terreno a loggiato con tre arcate a sesto ribassato sostenute da pilastri, un piano nobile con trifora affacciata su balcone e il piano delle soffitte; il fianco meridionale conserva ancora una bifora.La villa subì un importante intervento nel Cinquecento: sotto la forometria del piano nobile, in corrispondenza dell’architrave, venne inserita una cornice a ‘graffito’ ad ovoli che racchiude una decorazione a soggetto vegetale. Una serie di doppi racemi contorna mazzi di fiori alternati a vasi fioriti.Contestualmente furono collocati sulla facciata lo stemma di famiglia con due rombi in pietra tra le finestre laterali del piano nobile e due lapidi con le iscrizioni «ALBERTUS DE GRIFALCONIBUS ET FRATI» e «URBIS GENIO» protettori della casa).Nel 1537 i documenti d’archivio registrano che Tomaso Grifalconi possedeva 120 campi e una casa. Nel corso del tempo la dimora nobiliare si ampliò con l’aggiunta del brolo, dell’orto e del giardino, fino al 1808 quando, nel catasto napoleonico, la nota dei beni di Alberto Grifalconi, fu Massimiliano, in località Molediemo, elenca una casa da fattore, una casa di villeggiatura con corte, una chiesa privata e un giardino.I Grifalconi facevano parte di un folto gruppo di padovani e veneziani che, nel Quattrocento, acquistarono numerose proprietà fondiarie nella Bassa Padovana (Marcello, Buzzaccarini, Pisani, Nani et).Il complesso versa oggi in uno stato di forte degrado, soprattutto in adiacenza alla parte rustica, che ne hanno compromesso la leggibilità architettonica. Da molto tempo risultano tamponati sia gli archi del piano terra sia la trifora del piano nobile, mentre le murature di chiusura sono state successivamente aperte per ricavare nuove finestre.L’immobile, con circa 5.000 metri quadrati di terreno, è stato messo in vendita al prezzo di 350.000 euro. Si tratta di un edificio storico di grande importanza per Monselice, che meriterebbe un accurato restauro per essere restituito al suo antico splendore.QUALCHE SUGGERIMENTO PER LA GIOSTRA DELLA ROCCAQualche foto dell’edificio e lo stemma nobiliare in -

In vendita lo storico palazzo Dardengo a San Martino (Monselice)
Su un noto sito immobiliare troviamo l’annuncio di vendita del palazzo Dardengo nel quartiere di San Martino, sicuramente una delle migliori località in cui abitare a Monselice. L’edificio si trova in una posizione fantastica, ai piedi della Rocca, e possiede un ampio terrazzo panoramico dal quale si può ammirare tutta la città. Purtroppo è in stato di abbandono da qualche anno e necessita di un robusto intervento di restauro.Il prezzo richiesto è di 169.000 euro, ma sicuramente ne vale la pena. Un noto studio tecnico monselicense aveva preparato un progetto di restauro, ma la cosa non andò in porto. Peccato !!!!Se l’edificio venisse restaurato, tutto il quartiere ne trarrebbe un beneficio estetico immediato.
Monselice 17 luglio 2026
© 2026 a cura di Flaviano Rossetto
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L’enologo Gianni Borin ci racconta la vite nel paesaggio euganeo (2018)
Sabato 30 giugno 2018 Monselice, nel Palazzo della Loggetta, è stato presentato il volume La vite nel paesaggio dei colli euganei scritto da Claudio Giulivo, Gianni Borin con magnifiche foto di Cristiano Bulegato.
I relatori hanno raccontato la dolcezza del paesaggio dei colli euganei che hanno incantato tanti letterati nel corso dei secoli. Un paesaggio minuziosamente modellato da filari di vite. Quest’ultima è la visuale di chi si sofferma ad osservare con attenzione il profilo dei Colli Euganei, un incredibile patrimonio verde, di natura vera. E’ soprattutto la vite, che abita questa area, ad aver ispirato Cristiano Bulegato, Claudio Giulivo e Gianni Borin nello scrivere “La vite nel paesaggio dei Colli Euganei”: un’opera dedicata al ruolo fondativo e fondamentale di questa pianta da frutto nel contesto geografico dei Colli Euganei. Gli autori sottolineano che a regolare i ritmi di produzione sono spesso le incessanti richieste del mercato, a cui però bisogna insegnare una certa moderazione: è importante trovare il giusto equilibrio tra il guadagno e la tutela delle risorse naturali.
I Colli sono frequentati da un turista sempre più consapevole e preparato alla ricerca di un’oasi di pace e di svago, ma anche da numerosissimi visitatori domenicali che approfittano delle belle giornate primaverili e autunnali per immergersi nella natura e staccare dalla vita frenetica delle città. Il vino è un’attrattiva importante.
Con questo volume gli autori Claudio Giulivo e Gianni Borin, e Cristiano Bulegato fotografo, propongono a tutti gli appassionati una guida puntuale e scientifica, alla scoperta delle trasformazioni del paesaggio naturale ed agrario apportate dall’uomo attraverso la millenaria coltivazione della vite”.
Dopo aver suddiviso il territorio in otto distretti, ed altrettanti percorsi stradali, gli autori descrivono il suggestivo paesaggio euganeo che prende forma tra ville, boschi, castelli, ulivi, borghi e vigneti, a formare quella magnifica simbiosi tra uomo e natura che fa dei Colli Euganei una stupenda oasi in mezzo alla pianura veneta.
Maggiori info http://www.viniborin.it/


Immagini della ditta borin di Monselice -

Lo spettacolo ‘A passo di Danza’ 2026 a Monselice
Domenica 12 luglio 2026, in piazza Mazzini a Monselice, ha avuto luogo il bellissimo saggio-spettacolo della scuola “A Passo di Danza”. Sul palco si sono esibiti gli allievi della scuola con una decina di balletti ricchi di coreografie, accompagnati da luci colorate e da una musica coinvolgente. I giovani ballerini hanno dato il massimo, mettendo in luce quanto avevano appreso in mesi di studio e di impegno, guidati dalla straordinaria professionalità e dalla passione di Miriam Fornasiero, punto di riferimento della scuola.L’associazione “A Passo di Danza” è una storica associazione dilettantistica di Monselice dedicata all’insegnamento della danza. È specializzata in danza classica, danza moderna e contemporanea, hip hop e altre discipline accademiche e di urban dance. Nel corso degli anni la scuola ha organizzato numerosi saggi e spettacoli, diventando un punto di riferimento per la formazione di giovani ballerini nel territorio di Monselice e dei Colli Euganei.È stata una serata magica, fatta di musica, balletti travolgenti e tanta, tanta passione, durante la quale due giovani cantanti hanno interpretato anche alcuni brani di Marco Mengoni.Bravi tuttiPurtroppo i negozi erano chiusi!!
Monselice 12 luglio 2026
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Riqualificazione urbana lungo l’argine del Bisatto: dal Ponte di Ferro alla Cavana
RIQUALIFICAZIONE URBANA LUNGO L’ARGINE DEL BISATTO: DAL PONTE DI FERRO ALLA CAVANADa alcuni mesi è in corso un intervento di rigenerazione urbana sull’argine destro del Bisatto, tra il Ponte di Ferro e la Cavana. Il progetto prevede la realizzazione di un percorso pedonale pavimentato, arricchito da arredi urbani, panchine e nuove piantumazioni, con l’obiettivo di restituire maggiore fruibilità e qualità all’area.Il nuovo viale si inserisce nel più ampio processo di valorizzazione del vecchio porto fluviale, destinato a diventare il nuovo ingresso stradale della città da nord. L’intervento si affianca a quello già realizzato nei giardini di via Argine Destro, anch’esso finanziato con fondi PNRR.Tra gli elementi più visibili del cantiere spicca il lungo colonnato bianco che collega la Cavana al Ponte di Ferro, destinato a diventare il tratto architettonico caratterizzante del nuovo assetto dell’argine. Il progetto comprende anche un’area di sosta per i ciclisti, nuove aiuole e diverse panchine lungo il percorso.Resta invece da chiarire se sarà realizzato anche un sistema di contenimento, come un muretto o dei gargami, richiesto dal Genio Civile per la protezione dell’area in caso di piene del Bisatto. La disponibilità limitata di risorse avrebbe infatti ridimensionato il progetto iniziale.I lavori sono tuttora in corso e alcuni dettagli verranno definiti nei prossimi giorni. La trasformazione comporterà anche la perdita di una ventina di stalli per la sosta delle auto. Sul giudizio complessivo del progetto conviene comunque attendere la conclusione del cantiere.L’intervento, del valore di 270.000 euro, è finanziato con fondi PNRR. I lavori sono stati affidati a un’impresa di Masi.
Monselice, 10 luglio 2026© 2026 a cura di Flaviano Rossetto
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Vandalismi all’ostello di Monselice
Emittente televisiva Prima Free lunedi 6 luglio 2026 ha trasmesso un lungo intervento dell’assessore Gianni Mamprin, con il quale denuncia lo stato di abbandono in cui si trova il nostro ostello. Alcune persone – precisa Mamprin – avrebbero divelto la porta d’ingresso dell’edificio, nonostante le catene, e avrebbero dormito per mesi tra le stanze dell’ostello comunale di Palazzo Tassello. Durante il sopralluogo ufficiale con il sindaco Franco Ennio, all’interno sono stati trovati vetri e finestre in frantumi, sporcizia ovunque e almeno due stanze con i letti occupati di recente, probabilmente durante l’inverno. Trovati anche sacchetti con vestiti ancora imballati, forse frutto di furti, e chiavi sparse in ogni ambiente.
La visita ha permesso di verificare che qualcuno, negli ultimi mesi, aveva trovato rifugio all’interno dell’edificio, senza però arrecare danni alla struttura o agli arredi.
Nonostante gli anni di chiusura, la struttura cinquecentesca che sorge sul colle della Rocca si presenta in condizioni migliori di quanto si potesse immaginare. Le travi sono solide, mentre gli interventi più consistenti riguardano l’adeguamento degli impianti, il rinnovo degli ambienti e la sistemazione delle aree esterne, ormai invase dalla vegetazione.
Il comune, assicura l’assessore, cercherà le risorse per rimettere in sesto la struttura da 98 posti letto, nata per il Giubileo del 2000 con un investimento di oltre cinque miliardi di lire e chiusa dal 25 novembre 2019, quando la cooperativa Terra di Mezzo riconsegnò le chiavi al Comune.
Monselice, 8 luglio
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Restauro della chiesa di Santo Stefano: conclusione dei lavori PNRR
C’è aria di smobilitazione nel cantiere della chiesa di Santo Stefano. Una decina di operai di ogni colore sta smontando i ponteggi utilizzati per raggiungere il soffitto dell’edificio e, contemporaneamente, un’altra squadra li carica su un vecchio camion per trasportarli altrove. Tra il via vai si notano alcune restauratrici, in tuta bianca, ancora intente a completare il recupero degli affreschi rinvenuti all’interno dell’edificio sacro.La scadenza del 30 giugno per la conclusione dei lavori si avvicina rapidamente, ma ormai sembra che la maggior parte degli interventi sia stata completata.Anche il Comune non ha perso tempo: con un provvedimento del 26 giugno 2026 ha approvato e finanziato gli ultimi interventi di restauro, quantificando la spesa complessiva in 2.885.000 euro.Sembra che tutto si stia concludendo nel migliore dei modi. Un plauso va a tutti, soprattutto agli operai che, nonostante il caldo di questi giorni, hanno lavorato con impegno per restituirci la nostra chiesa domenicana.Ora non resta che attendere, con un po’ di trepidazione, il via libera definitivo dell’Europa alla positiva conclusione del finanziamento.Le scadenze del PNRR sono ormai entrate nella fase conclusiva. Al momento, il calendario di riferimento è il seguente:- 30 giugno 2026: è la scadenza europea principale. Entro questa data devono essere completati gli interventi finanziati dal PNRR, raggiunti tutti i target e le milestone previste e, per le opere pubbliche, deve essere emesso il certificato di ultimazione dei lavori (o l’equivalente per servizi e forniture).
- 31 agosto 2026: le amministrazioni titolari devono completare la raccolta, la validazione e la rendicontazione della documentazione sulla piattaforma ReGiS da trasmettere alla Commissione europea. Le attività concluse dopo questa data non possono essere considerate ai fini del PNRR.
- 30 settembre 2026: è previsto l’invio dell’ultima richiesta di pagamento alla Commissione europea da parte dell’Italia
Monselice 30 giugno 2026
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Restauro dell’antica pieve di Santa Giustina (2019)
È terminato a fine luglio 2019 l’intervento di restauro che è servito per riportare al suo splendore originario l’antica Pieve di Santa Giustina. Il cantiere, partito a gennaio, ha rispettato i tempi previsti. La chiesa è stata inaugurata solennemente il 7 ottobre 2018 , giorno di Santa Giustina. I lavori sono costati circa 690 mila euro, cifra a cui hanno contribuito la Regione (440 mila euro), la Fondazione Cariparo (210 mila euro) e il Comune (40 mila euro). Il progetto è stato curato dall’architetto Fabio Zecchin.

Nel dettaglio, si è provveduto a realizzare un cunicolo di aerazione nella parete nord per risolvere il problema dell’umidità, a sistemare il tetto (alcune travi erano in cattivo stato), a rifare gli intonaci, a rinnovare l’impianto di illuminazione e alla messa in sicurezza la torre campanaria. “L’ultima manutenzione rilevante della chiesa risaliva agli anni Trenta del secolo scorso: c’era quindi la necessità di intervenire. In futuro ci piacerebbe trovare anche le risorse per altri lavori sul campanile e sul sagrato oltre che per installare all’interno dell’edificio l’impianto di riscaldamento, attualmente non presente” spiega il parroco don Sandro Panizzolo.
Il 7 ottobre 2018 alla presenza di moltissimi fedeli è stato presentato nel dettaglio l’intervento eseguito. La romanica Pieve di Santa Giustina è un luogo molto caro agli abitanti di Monselice e ha origini molto antiche. Costruita nel 1256, è una delle architetture storiche e religiose di maggiore pregio di Monselice, meta privilegiata di turisti e pellegrini. Viene utilizzata per accogliere anche concerti di musica sacra (c’è un’acustica straordinaria) e prestigiosi eventi culturali.

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Un libro per i cent’anni della chiesa di San Cosma di Monselice
Un libro per i cent’anni della chiesa di San Cosma
Quest’anno la parrocchia di San Cosma celebra il centenario della costruzione della chiesa. Per l’occasione il parroco e alcuni fedeli hanno programmato una serie di iniziative con l’obiettivo di festeggiare e condividere questo importante anniversario con tutti gli abitanti della piccola frazione.La storia della nuova chiesa ebbe inizio il 6 gennaio 1920, quando l’allora parroco, don Domenico Favaro, riunì i capifamiglia per proporre la costruzione di un nuovo edificio religioso in una posizione più centrale rispetto alla chiesetta già esistente fin dal 1200.La proposta fu accolta con favore dalla comunità, che si mise subito all’opera contribuendo come poteva ai lavori: chi offrendo manodopera, chi donando i prodotti della campagna, come grano, uova e altri beni in natura.In breve tempo il progetto ottenne il sostegno della diocesi di Padova e il 18 aprile 1922 il vescovo Luigi Pellizzo benedisse la prima pietra. Il 27 settembre 1926, in occasione della festa dei santi Cosma e Damiano, una solenne processione trasportò il Santissimo Sacramento dalla vecchia chiesetta campestre al nuovo edificio, inaugurando di fatto la nuova parrocchia. La soddisfazione fu grande, anche se mancava ancora il campanile, costruito soltanto alcuni anni più tardi. Da quel momento la nuova chiesa divenne il centro delle iniziative religiose e della vita comunitaria della frazione.L’intera vicenda della chiesa di San Cosma, dal 1926 al 2026, è stata raccolta in un libro dallo storico Riccardo Ghidotti, intitolato San Cosma – Antica Stortola. Nel Centenario centenario della chiesa parrocchiale 1926-2026.
Il volume è stato presentato venerdì 22 maggio 2026 nella sala del centro parrocchiale, davanti a numerosi fedeli intervenuti per conoscere la storia della propria chiesa.Il libro racconta come gli abitanti della Stortola di Monselice si siano uniti per dare alla comunità una nuova chiesa e una nuova parrocchia. Era da poco finita la Grande Guerra e tra quei fedeli si contavano anche i famigliari di una trentina di caduti che non fecero ritorno a casa. Nel tempo, il piccolo centro rurale si è poi arricchito di nuove strutture e servizi, tra cui il centro parrocchiale, un ristorante, una parrucchiera e il piccolo cimitero, elementi che hanno contribuito a rendere più viva e autonoma la frazione.Riccardo Ghidotti ha ricostruito con precisione la storia del paese, mentre il parroco ha illustrato le diverse associazioni cristiane che animano la vita religiosa locale. Si tratta del primo libro dedicato alla storia di San Cosma, senza trascurare una breve ma significativa descrizione dei parroci che si sono succeduti alla guida della chiesa.Gli avvenimenti sono presentati in ordine cronologico, con interessanti richiami storici che partono anche dai rinvenimenti archeologici di epoca romana avvenuti nelle vicinanze. L’opera racconta così cent’anni di vicende religiose e sociali vissute dalla piccola frazione, con un linguaggio semplice e lineare, mettendo in luce anche le iniziative umanitarie promosse nel tempo dai vari parroci.Dal libro emerge infine come la parrocchia di San Cosma sia diventata un autentico punto di riferimento per quanti vi riconoscono un luogo di fede, memoria e appartenenza comunitaria.Un prezioso regalo alle nuove generazioni che hanno la possibilità di conoscere il proprio passato. Cent’anni di storia quotidiana durante i quali la piccola frazione ha coltivato piccoli e grandi ideali di convivenza e socialità, lontana dalla frenesia dei grandi centri urbani.E come direbbe il poeta, a San Cosma il tempo cadde ancora dal campanile, una piccola oasi immersa nel verde della campagna veneta.
INFO: Il libro è in vendita presso la parrocchia di San Cosma al prezzo di 10 euro. Per gentile concessione dell’autore – per qualche giorno – il libro è disponibile in PDF al link. www.ossicella.it/archiviowp/2026/scosma2026ghidotti.pdf
Flaviano Rossetto – Monselice 11 giugno 2026
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