News e informazioni su Monselice

Vandalismi all’ostello di Monselice

Emittente televisiva Prima Free lunedi 6 luglio 2026 ha trasmesso un lungo  intervento dell’assessore Gianni Mamprin, con il quale denuncia lo stato di abbandono in cui si trova il nostro ostello. Alcune persone – precisa Mamprin – avrebbero divelto la porta d’ingresso dell’edificio, nonostante le catene, e avrebbero dormito per mesi tra le stanze dell’ostello comunale di Palazzo Tassello. Durante il sopralluogo ufficiale con il sindaco Franco Ennio, all’interno sono stati trovati vetri e finestre in frantumi, sporcizia ovunque e almeno due stanze con i letti occupati di recente, probabilmente durante l’inverno. Trovati anche sacchetti con vestiti ancora imballati, forse frutto di furti, e chiavi sparse in ogni ambiente. La visita ha permesso di verificare che qualcuno, negli ultimi mesi, aveva trovato rifugio all’interno dell’edificio, senza però arrecare danni alla struttura o agli arredi. Nonostante gli anni di chiusura, la struttura cinquecentesca che sorge sul colle della Rocca si presenta in condizioni migliori di quanto si potesse immaginare. Le travi sono solide, mentre gli interventi più consistenti riguardano l’adeguamento degli impianti, il rinnovo degli ambienti e la sistemazione delle aree esterne, ormai invase dalla vegetazione. Il comune, assicura l’assessore, cercherà le risorse per rimettere in sesto la struttura da 98 posti letto, nata per il Giubileo del 2000 con un investimento di oltre cinque miliardi di lire e chiusa dal 25 novembre 2019, quando la cooperativa Terra di Mezzo riconsegnò le chiavi al Comune. Monselice, 8 luglio © 2026 a cura di Flaviano Rossetto I siti WEB Monselice Antica e […]

Restauro della chiesa di Santo Stefano: conclusione dei lavori PNRR

C’è aria di smobilitazione nel cantiere della chiesa di Santo Stefano. Una decina di operai di ogni colore sta smontando i ponteggi utilizzati per raggiungere il soffitto dell’edificio e, contemporaneamente, un’altra squadra li carica su un vecchio camion per trasportarli altrove. Tra il via vai si notano alcune restauratrici, in tuta bianca, ancora intente a completare il recupero degli affreschi rinvenuti all’interno dell’edificio sacro. La scadenza del 30 giugno per la conclusione dei lavori si avvicina rapidamente, ma ormai sembra che la maggior parte degli interventi sia stata completata. Anche il Comune non ha perso tempo: con un provvedimento del 26 giugno 2026 ha approvato e finanziato gli ultimi interventi di restauro, quantificando la spesa complessiva in 2.885.000 euro. Sembra che tutto si stia concludendo nel migliore dei modi. Un plauso va a tutti, soprattutto agli operai che, nonostante il caldo di questi giorni, hanno lavorato con impegno per restituirci la nostra chiesa domenicana. Ora non resta che attendere, con un po’ di trepidazione, il via libera definitivo dell’Europa alla positiva conclusione del finanziamento. Le scadenze del PNRR sono ormai entrate nella fase conclusiva. Al momento, il calendario di riferimento è il seguente: 30 giugno 2026: è la scadenza europea principale. Entro questa data devono essere completati gli interventi finanziati dal PNRR, raggiunti tutti i target e le milestone previste e, per le opere pubbliche, deve essere emesso il certificato di ultimazione dei lavori (o l’equivalente per servizi e forniture). 31 agosto 2026: le amministrazioni titolari devono completare la raccolta, […]

Il nuovo Sindaco apre la porta romana

Sabato mattina 13 giugno, tra la sorpresa generale ha deciso di aprire e chiudere di persona l’accesso che sale verso il santuario delle Sette Chiese e la sommità del colle della Rocca. Una scelta – precisa il Sindaco –  dettata dall’urgenza, dopo che la società che gestisce il complesso per conto della Regione ha annunciato lo stop al servizio. In una nota il Sindaco precisa: Giovedì 11 giugno mi è arrivata una mail di Veneto Edifici Monumentali (VEM), indirizzata alla parrocchia del Duomo nella persona di mons. Paolo Marzellan e, per conoscenza, a me. La società – che gestisce per conto della Regione il complesso monumentale della Rocca – comunica che, a partire da sabato 13 giugno, non potrà più provvedere all’apertura e alla chiusura del complesso, un servizio che qualifica come reso in via straordinaria. Le ragioni indicate sono la carenza di personale e la necessità di assicurare ai dipendenti le turnazioni per le ferie. Contestualmente, è stato rimosso il cartello indicante gli orari di accesso alle Sette Chiese. Il rischio immediato è la chiusura del santuario giubilare, nel pieno della stagione turistica. Non si possono privare la città e i turisti della possibilità di accedere alla Rocca e di visitare un luogo che tutta Italia ci invidia. Ho pertanto ritenuto doveroso assumermi io stesso la responsabilità di aprire e chiudere la Porta Romana: in una sola giornata era impossibile organizzare un servizio sostitutivo. La aprirò e la chiuderò fino a quando la questione non sarà definita. L’onere dell’apertura […]

Un libro per i cent’anni della chiesa di San Cosma di Monselice

Un libro per i cent’anni della chiesa di San Cosma Quest’anno la parrocchia di San Cosma celebra il centenario della costruzione della chiesa. Per l’occasione il parroco e alcuni fedeli hanno programmato una serie di iniziative con l’obiettivo di festeggiare e condividere questo importante anniversario con tutti gli abitanti della piccola frazione. La storia della nuova chiesa ebbe inizio il 6 gennaio 1920, quando l’allora parroco, don Domenico Favaro, riunì i capifamiglia per proporre la costruzione di un nuovo edificio religioso in una posizione più centrale rispetto alla chiesetta già esistente fin dal 1200. La proposta fu accolta con favore dalla comunità, che si mise subito all’opera contribuendo come poteva ai lavori: chi offrendo manodopera, chi donando i prodotti della campagna, come grano, uova e altri beni in natura. In breve tempo il progetto ottenne il sostegno della diocesi di Padova e il 18 aprile 1922 il vescovo Luigi Pellizzo benedisse la prima pietra. Il 27 settembre 1926, in occasione della festa dei santi Cosma e Damiano, una solenne processione trasportò il Santissimo Sacramento dalla vecchia chiesetta campestre al nuovo edificio, inaugurando di fatto la nuova parrocchia. La soddisfazione fu grande, anche se mancava ancora il campanile, costruito soltanto alcuni anni più tardi. Da quel momento la nuova chiesa divenne il centro delle iniziative religiose e della vita comunitaria della frazione. L’intera vicenda della chiesa di San Cosma, dal 1926 al 2026, è stata raccolta in un libro dallo storico Riccardo Ghidotti, intitolato San Cosma – Antica Stortola. Nel Centenario centenario […]

Secondo lo storico Francesco Jori a Ponso c’era il centro dei Veneti antichi

Il Mattino del 27 maggio 2026 ospitava un interessante articolo di Francesco jori sul Santuario Veneto-romano di Ponso recentemente rinvenuto in quel comune. I reperti archeologici, precisa subito Jori, emersi a Ponso, offrono una decisiva conferma che le radici del Veneto di oggi affondano in una sorta di triangolo virtuoso collocato tra le Basse padovana, polesana e veronese. La città di Este aveva già assunto il ruolo di vera e propria culla della civiltà veneta, esercitando una concreta supremazia culturale, economica e anche politica su un territorio che va dal versante occidentale degli Euganei a buona parte del territorio veronese, dal grande emporio greco-etrusco di Adria alla Slovenia. Anche in seguito agli stretti rapporti commerciali e culturali con il mondo etrusco, e agli insediamenti in area veneta di nuclei provenienti dall’Etruria, ha adottato a sua volta un alfabeto mutuato da quella realtà, di cui i suoi abitanti si servono per scrivere in una lingua di marcato carattere indoeuropeo, che prenderà il nome di venetico. È così divenuta il centro principale della produzione di bronzi decorativi, prezioso articolo da export; inoltre, accanto alle tradizionali attività agricole e di allevamento, ha sviluppato un’industria che lavora il ferro, la ceramica, il legno, la pietra, il vetro. Manterrà a lungo questa supremazia, prima di essere superata attorno al quarto secolo avanti Cristo dalla vicina Patavium. Commerciavano lungo l’Adige e facevano da collegamento con le attività lungo l’adriatico. ESTE LA CITTA’ DEI VENETI LUNGO L’ADIGE Este diventa il polo di riferimento di una vasta area lungo […]