News e informazioni su Monselice

Partono i lavori per la messa in sicurezza del porto fluviale di Monselice

Il porto di Monselice si sviluppava dal Ponte della Pescheria fino a poco oltre il Campo della Fiera. Entrò in funzione nel XIII secolo con lo scavo del canale Bisatto, voluto dal Comune di Padova per collegare la Bassa Padovana con la città patavina. Grazie a un efficiente sistema di canalizzazione, le imbarcazioni potevano raggiungere anche Chioggia. Il porto era utilizzato principalmente per il carico e lo scarico di legname, pietre, trachite e altri materiali destinati a Padova e Venezia. Durata e declino Il porto rimase attivo per circa otto secoli. Dopo la Seconda guerra mondiale, con il potenziamento del trasporto su gomma e lo sviluppo delle autostrade, perse progressivamente importanza fino a essere abbandonato. Attualità e uso turistico Oggi l’area dell’antico porto è dotata di un pontile fisso e galleggiante, oltre a uno scivolo (scalo), per favorire il turismo fluviale. La memoria storica del porto resta viva nella toponomastica e nella tradizione locale. Sono inoltre rimaste numerose fotografie che documentano l’intensa attività commerciale svolta lungo il canale. Le preoccupazioni del Genio Civile e non solo Negli ultimi mesi il Genio Civile regionale ha sollecitato la realizzazione di un argine in grado di contenere eventuali esondazioni del canale Bisatto lungo via Argine Destro, nel tratto compreso tra il Ponte di Ferro e la Cavana. Attualmente manca anche una banchina di sicurezza sul lato destro, con gravi rischi sia per le auto in transito sia per i bambini che potrebbero avvicinarsi eccessivamente al canale. In passato, infatti, alcune automobili sono finite […]

Ritrovato un santuario veneto-romano a Ponso (PD)

Sono almeno una dozzina i cippi fin qui individuati nell’area di scavi della variante della Strada regionale 10 della Bassa Padovana, in quello che appare essere il sito archeologico più promettente di questo secolo in Veneto, nel territorio del Comune di Ponso (Padova). Tutti iscritti con caratteri dei veneti antichi, i “Venetkens”, tra il quinto e quarto secolo avanti cristo, fino all’arrivo dei romani intorno al primo secolo avanti Cristo. Il sito, scoperto durante le operazioni di bonifica da residuati bellici, è ora all’attenzione della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le province di Padova, Treviso e Belluno, che sta lavorando per capire tipologia e perimetro del ritrovamento. È rimasto praticamente intatto per circa due millenni a causa di una alluvione dell’Adige, che ha conservato per tutto questo tempo il materiale lapideo sotto uno strato di due metri di fango. Sotto il coordinamento della funzionaria archeologa Carla Pirazzini, gli archeologi della ditta Sap (Società archeologica Srl) hanno portato alla luce cippi con iscrizioni nella lingua dei veneti antichi ma anche un grande cippo con iscrizione latina, segno della sedimentazione in almeno cinque secoli delle costruzioni in questo che appare un centro florido almeno fino all’età repubblicana. Rinvenute anche le vestigia di un interessante tempio circondato da colonne. Nel loro insieme, i dati finora acquisiti suggeriscono una continuità di frequentazione del luogo con trasformazioni nel tempo, piuttosto che un semplice abbandono. Il sito sembra infatti conservare una funzione significativa anche in età romana, pur con modalità e linguaggi diversi rispetto […]

In vendita la villa Emo Capodilista, quella di Rivella, a Monselice

Villa Emo Capodilista a Rivella ancora in vendita: prezzo dimezzato Nel luglio 2023 il quotidiano Il Gazzettino segnalava la messa in vendita della villa palladiana Emo Capodilista, conosciuta come “La Rivella”, al prezzo di 5,9 milioni di euro. La storica dimora sorge a Monselice, ai piedi dei Colli Euganei, ed è una delle più prestigiose ville venete del territorio, risalente al Cinquecento e attribuita all’architetto Vincenzo Scamozzi . A distanza di tempo, l’immobile risulta ancora sul mercato, ma con una significativa riduzione del prezzo: oggi viene proposto a 3,2 milioni di euro. La villa è nota anche al grande pubblico per aver ospitato, in passato, il giovane Carlo d’Inghilterra e la principessa Margaret. L’edificio, realizzato in stile palladiano e caratterizzato da una pianta quadrata tipica dell’architettura scamozziana , è stato oggetto di un importante intervento di ristrutturazione nel 1966 ad opera dei conti Andrea Emo Capodilista e Giuseppina Pignatelli. Oggi si presenta come una residenza di grande fascino, circondata da giardini all’italiana con peschiere, roseti, viali alberati e ampi spazi verdi . Il complesso comprende inoltre una barchessa e una dépendance, oltre a ulteriori ambienti da ristrutturare. Tra gli elementi più interessanti figura la presenza di una fonte d’acqua termale all’interno della proprietà, potenzialmente valorizzabile per un utilizzo turistico-ricettivo. Nonostante il ribasso, si tratta comunque di una cifra importante: un’occasione per pochi, che per molti resta, almeno per ora, soprattutto un sogno. Qui sotto l’articolo del Gazzettino del 2023 Info sulla villa https://www.ossicella.it/monselice/villa-maldura/ © 2026 a cura di Flaviano Rossetto  per  […]

La forma del Suono del pittore Luciano Zambolin in mostra fino a Maggio ’26

A Monselice, presso lo showroom ‘Idea Uno Arreda, è allestita la mostra “La forma del Suono. Musicisti classici e contemporanei” del pittore Luciano Zambolin, visitabile fino a maggio 2026. L’esposizione raccoglie quindici acquarelli di grande formato dedicati a musicisti e cantanti, appartenenti sia al repertorio classico sia a quello contemporaneo. Le opere si distinguono per l’uso di tonalità intense, attraverso le quali l’artista tenta di costruire un dialogo tra i volti dei protagonisti e la musica da essi interpretata o prodotta. I soggetti sono ritratti con attenzione realistica, ma al tempo stesso inseriti in atmosfere animate da improvvise incursioni cromatiche di matrice astratta. Le pennellate danno vita a ritmi visivi, toni dominanti e richiami cromatici ricorrenti, capaci di evocare emozioni e suggestioni. Il tratto raffinato e l’uso espressivo del colore caratterizzano l’intera produzione esposta, restituendo immagini in cui la musica sembra prendere forma attraverso la pittura. Ne emerge una sorta di sinestesia visiva, in cui l’osservatore ha l’impressione di “ascoltare” ciò che vede: non semplici ritratti, ma interpretazioni artistiche capaci di tradurre in immagini il linguaggio sonoro. La mostra rappresenta un’occasione per appassionati e visitatori di confrontarsi con un dialogo tra arti diverse e di conoscere il lavoro di un artista che continua a raccontare il presente con sensibilità e profondità. Si consiglia una visita In una elegante e colorata brochure è riassunto il suo percorso artistico: Luciano Zambolin, docente di Discipline Pittoriche nei licei artistici statali e profondo conoscitore della Storia dell’Arte Antica e Contemporanea, è Pittore, Incisore, Scultore […]

Presentata al Castello di Monselice la “Madonna con il Bambino” trafugata cinquant’anni fa

Presentata al Castello di Monselice la “Madonna con il Bambino” trafugata cinquant’anni fa Venerdì 27 marzo 2026, nell’aula Businaro del Castello di Monselice, si è tenuta la cerimonia ufficiale di restituzione della statua raffigurante una madonna con bambino, di mano toscana, trafugata il 10 marzo 1977. La Madonnina, scultura lignea policroma appartenente alla collezione del conte Vittorio Cini, è stata recuperata grazie alle indagini dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Venezia. Si trovava in un museo diocesano del Bergamasco. La storica dell’arte Federica Siti (a sinistra nelle foto), durante la presentazione, ha precisato che l’opera – in legno intagliato e dipinto, alta 122 cm – era entrata a far parte delle collezioni di Vittorio Cini nel 1941. Il conte l’aveva acquistata dall’antiquario romano Alfredo Barsanti. All’epoca venne collocata, con ogni probabilità, nella cosiddetta “Sala dell’angelo” della Casa romanica del castello monselicense. L’esperta la attribuisce, pur con cautela, allo scultore senese Francesco di Valdambrino, attivo in Toscana tra la fine del Trecento e i primi decenni del secolo successivo.   Valdambrino (Siena, seconda metà del XIV secolo – 1435 ca.) fu uno dei principali scultori senesi attivi tra la fine del Trecento e i primi decenni del Quattrocento. Formatosi a Siena nella bottega di Piero d’Angelo, padre di Jacopo della Quercia, operò prevalentemente in Toscana, distinguendosi soprattutto nella scultura lignea policroma. Partecipò nel 1401 al concorso per la porta del Battistero di Firenze, momento centrale della cultura artistica del tempo, e ricoprì anche importanti incarichi pubblici nella città di […]