Fiera dei Santi a Monselice – anno 2026

Quest’anno avrà luogo la 751° edizione della Fiera dei Santi: dal 31 ottobre al 2 novembre 2026, ecco la locandina ufficiale:

 

Le iniziative partono già dal 25 ottobre:

Domenica 25 ottobre il mercato dei prodotti tipici si allarga alle vie del centro e alle 15 e alle 18 parte la passeggiata del “Filo dell’olio” verso il Monte Ricco.

Lo stesso giorno villa Pisani ospiterà, dalle 10 alle 18.30, la mostra degli strumenti di Bruno Barnes, il liutaio morto a inizio ottobre a 96 anni. Nato a Pernumia, nel 1980 aveva lasciato la Magrini-Galileo di Battaglia Terme per costruire a mano, nel seminterrato di via Squero, violini, mandolini e chitarre. Accanto ai Mario Enrico Masenello e dalle 15.30 i musicisti li suoneranno.

La Fiera dei Santi porterà in piazza oltre 200 bancarelle e il luna park lungo via Argine Destro e in Campo della Fiera.

La parte agricola torna per il secondo anno nella cava della Rocca, la sua sede tradizionale. Il 1° novembre la consegna del Palio dei Santi chiuderà la Giostra della Rocca e la fiera dei Santi 2026

Mercato e fiera agricola

La fiera agricola si svolge all’interno della Cava della Rocca ed espone macchine e attrezzature per l’agricoltura, insieme a una ricca selezione di prodotti agroalimentari locali.

La Fiera dei Santi è anche un’occasione di incontro, cultura e divertimento, con stand gastronomici, specialità tipiche e di stagione, punti ristoro e un grande luna park aperto fino all’8 novembre.

Gli eventi collaterali

  • 31 ottobre – Trekking urbano “I luoghi francescani a Monselice”. Info e prenotazioni presso l’ufficio IAT, tel. 0429 783026 inf 202.
  • 31 ottobre e 1 novembre – “Alla scoperta dello Zafferano dei Colli Euganei” presso l’azienda agricola La saggezza della Terra. È possibile seguire le fasi di sfioratura ed essiccazione, visitare il campo di zafferano e degustare prodotti a base di zafferano. Visita su prenotazione, tel. 348 3042252.
  • 1 e 2 novembre – Mostra micologica a cura del Gruppo Micologico Monselicense, al Patronato del Duomo. Sono esposte centinaia di specie di funghi curiosi, commestibili e velenosi, e gli esperti micologici sono a disposizione per rispondere alle domande e svelare i segreti del mondo fungino. Orario: dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. Ingresso libero.
  • 1 novembre, ore 10.30 – Alla Sala delle Confraternite del Museo San Paolo, cerimonia di consegna del Palio dei Santi, a cura dell’Associazione Giostra della Rocca.
  • 2 novembre, ore 15 – A Palazzo della Loggetta, incontro e passeggiata guidata “I Santi e san Sabino patrono della Città di Monselice”, a cura degli Amici dei Musei. Relatore: Riccardo Ghidotti. Ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti.

-𝗙𝗜𝗘𝗥𝗔 𝗗𝗘𝗜 𝗦𝗔𝗡𝗧𝗜 𝗮 𝗠𝗢𝗡𝗦𝗘𝗟𝗜𝗖𝗘: 𝗨𝗻 𝗙𝗶𝗻𝗲 𝗦𝗲𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗲 𝗲𝗰𝗰𝗲𝗹𝗹𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗴𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗽𝗮𝗱𝗼𝘃𝗮𝗻𝗮! 🥕🧀🍷

Il *31 OTTOBRE* e l’𝟭 𝗲 𝟮* *NOVEMBRE* torna la 𝗙𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗔𝗴𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮 di Monselice, e Coldiretti Padova e Campagna Amica ti aspettano con il meglio del territorio!
📍 𝗗𝗢𝗩𝗘: Presso il parcheggio *CAVA DELLA ROCCA Monselice.*
Nei nostri stand troverai gli 𝗮𝗴𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗮 𝗔𝗺𝗶𝗰𝗮 pronti a farti scoprire le loro 𝘁𝗶𝗽𝗶𝗰𝗶𝘁𝗮̀ 𝗽𝗮𝗱𝗼𝘃𝗮𝗻𝗲!
✨ 𝗖𝗼𝘀𝗮 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗲𝗿𝗮𝗶:
🍯 𝗠𝗶𝗲𝗹𝗲
🧀 𝗙𝗼𝗿𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶 𝗲 𝗟𝗮𝘁𝘁𝗶𝗰𝗶𝗻𝗶
🍇 𝗩𝗶𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗶 𝗖𝗼𝗹𝗹𝗶
🍻 *Birra*
🥓 𝗜𝗻𝘀𝗮𝗰𝗰𝗮𝘁𝗶
🥖🥨 *Pane*
🧄 *aglio e trasformati*
🌸 𝗙𝗶𝗼𝗿𝗶
🧼 𝗣𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗼 e 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗲 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗼𝗰𝗰𝗮𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 per conoscere le eccellenze padovane!
Non mancare a questo evento per sostenere l’agricoltura locale!!!

LOCANDINE

 

 

 

 

 

 

 

 


La storia della fiera è disponibile qui  https://www.ossicella.it/monselice/la-fiera-dei-santi-a-monselice/


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Finalmente in Primavera 2027 si potrà salire sul mastio

FINALMENTE IN PRIMAVERA 2027 SI POTRÀ SALIRE SUL MASTIO

Il Mattino del 21 ottobre 2026 ( qui sotto) pubblica un interessante articolo sulle attività in corso sulla Rocca, precisando che la nuova scala sarà operativa entro la prossima primavera. Per la locanda Bernardini, invece, sono in corso le procedure per individuare un gestore in grado di valorizzarla al meglio. La «casa-albergo» dispone di sale, cucina e camere da destinare all’accoglienza di turisti, studiosi e visitatori.
Non è un mistero che la Regione si trova in grosse difficoltà economiche, dovute in parte anche alle maggiori spese per le Olimpiadi di Cortina (si parla di circa 39 milioni di euro). Per far fronte alla situazione, sono state tagliate diverse voci di spesa, comprese quelle sanitarie.
Questi tagli hanno coinvolto anche la società che gestisce il Castello, costretta a rallentare gli interventi.
Non ci resta che aspettare, con la speranza di poter finalmente godere appieno della Rocca. Dopo tante promesse anche il nuovo bilancio della Regione dovrebbe mettere a disposizione qualche risorsa aggiuntiva anche per la sua gestione.
Il Mattino del 21 ottobre 2026 con un bell’articolo che riassume la situazione

Monselice 24 ottobre 2026


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Ma che bella fiaba! E che festa! Cenerentola, ovvero Monticelli vince la giostra della Rocca 2026*

Ma che bella fiaba! E che festa! Cenerentola, ovvero Monticelli, la contrada più piccola e periferica di Monselice, vince e stravince. E poi festeggia nel castello. Il “suo” castello… quello di Lispida. Pavesato di rossonero per l’occasione e con Rino Biscaro a fare gli onori di casa, ovvero l’ex capo contrada, oggi assessore alla Giostra.
A Monticelli ricorderanno a lungo l’edizione di quest’anno della Giostra della Rocca. Con il trionfo nella appassionante sfida della quintana, il primo premio nel corteo storico, nella gara dei tamburini e persino nella “staffetta”… Più il Palio dei Santi, che è la gran combinata e sarà consegnato il primo novembre.
Ma per tutti l’immagine più emozionante è la vittoria all’ultimo anello di Jacopo Matticari, di Narni, come il prode Gattamelata, cavaliere che veglia sulla basilica del Santo…
Castello di Lispida con oltre 170 presenti alla festa, con presenze istituzionali di livello: dalla consigliera regionale Giorgia Bedin, al vicesindaco Niccolò Ruffin, alla presidente della Giostra Paola Signoretto. C’era pure il leader dell’opposizione Stefano Peraro, oltre naturalmente al capo contrada Alberto Cusin.
Sembrerà scontato, ma riscontrare quanta gioia Monticelli ha saputo esprimere alla festa nel castello di Lispida è stato davvero contagioso… Davide Biasiolo, della storica trattoria Da Mario, in centro a Monticelli, ha portato persino il figlio Valentino. Tutti sono arrivati con familiari al seguito, come se si trattasse di una sagra speciale. Di un invito a corte…
Catering curato da Andrea Bergamasco dell’Antico Molino e vino a fiumi. Peraltro il bel castello, oggi di proprietà Sgaravatti, è stato la dimora del conte Corinaldi, produttore che ai primi del secolo scorso vinse il primo premio internazionale ottenuto da un vino dei Colli Euganei… A Parigi.
Festa grande per tutta la serata. Monticelli si è pavoneggiata un po’, ma ne aveva ben donde… Rino Biscaro la soddisfazione ce l’aveva stampata in faccia. E lui è uno che della contrada di Monticelli è stato tra i fondatori…
La fiaba si è conclusa a notte fonda. Chissà quale Cenerentola vestita in damasco rosso e nero ha perso la scarpetta uscendo dal castello…
*Da un post su FB di Renato Malaman
Monselice 11 ottobre 2026

Pronta la nuova palestra a Monselice: manca solo il gas

PRONTA LA NUOVA PALESTRA IN ZONA INDUSTRIALE: MANCA SOLO IL GAS

Da un battibecco giornalistico tra la vecchia e la nuova amministrazione comunale sulla conclusione dei lavori della nuova palestra di via Puglia, in corso ormai da cinque anni, apprendiamo che per rendere pienamente operativo l’impianto manca soltanto la fornitura del gas.

Il sindaco ha precisato che l’acqua e l’energia elettrica sono già attive e che nei prossimi giorni sarà predisposta la documentazione necessaria per ottenere l’agibilità.

Ragionevolmente, quindi, nelle prossime settimane anche la nuova palestra potrà essere messa a disposizione, sia pure con alcune limitazioni, alle società sportive.

Oggi l’edificio si presenta dall’esterno coloratissimo e dispone di un ampio parcheggio, purtroppo già in parte coperto ai lati da erbacce infestanti.

L’impianto, assicurava lo scorso aprile la precedente amministrazione, sarà in grado di ospitare diverse discipline sportive e sarà dotato di impianti tecnologici di ultima generazione, tra cui un impianto fotovoltaico e il riscaldamento a pavimento.

La nuova palestra dovrebbe contribuire a colmare la carenza di impianti sportivi che le società del territorio lamentano ormai da anni.

La spesa complessiva sostenuta dovrebbe aggirarsi attorno ai 2,2 milioni di euro. Di questi, 522 mila euro sono arrivati grazie a un contributo del bando «Sport e periferie».

Tutto bene, quindi. Ora non resta che attendere il gas.

 


Monselice, 7 settembre 2026

Un nuovo progetto per la dimenticata canonica di Marendole

Il Mattino del 1° settembre 2026 ha dato notizia dell’intenzione dell’Amministrazione comunale di partecipare a un bando dell’ANCI che mette a disposizione fino a 200 mila euro per progetti finalizzati alla rivitalizzazione di immobili pubblici inutilizzati.

L’edificio interessato potrebbe essere l’ex canonica di Marendole, che potrebbe diventare uno spazio destinato ai giovani, con l’obiettivo di sviluppare nuove attività e creare opportunità di lavoro.

Una notizia importante per un immobile che, purtroppo, negli ultimi anni è stato al centro di una complessa vicenda amministrativa, legata soprattutto alla definizione della sua proprietà.

Alla fine venne raggiunto un accordo tra Comune e Curia e fu approvato un progetto di recupero, del valore complessivo di circa 800 mila euro. Il progetto prevedeva la realizzazione, al piano terra, di una sala pubblica destinata alla frazione e di proprietà comunale, mentre i piani superiori sarebbero rimasti nella disponibilità dell’Istituto religioso, con la previsione di ricavarvi quattro appartamenti.

Durante l’Amministrazione Lunghi iniziarono i lavori al piano terra, ma il progetto non venne completato. Per varie ragioni, infatti, non furono realizzati gli interventi previsti ai piani superiori.

Di fatto, l’antica canonica è diventata, nel corso degli anni, uno dei simboli dell’abbandono. Ora la speranza è che il nuovo progetto possa finalmente riportare l’attenzione su questo importante edificio e consentirne il definitivo recupero.

UN PO’ DI STORIA

La chiesa di Marendole risulta documentata già nel 1276. Nel corso del Cinquecento, tuttavia, le visite pastorali attestano che non esisteva ancora una canonica stabile e che il rettore risiedeva a Monselice.

Secondo la tradizione e le notizie storiche disponibili, precedenti edifici destinati all’abitazione del sacerdote sarebbero stati distrutti o gravemente danneggiati, anche a causa di incendi e inondazioni.

Un ruolo importante nella storia della località sembra essere stato svolto dalla famiglia Buzzaccarini, alla quale sarebbero collegati alcuni interventi di ricostruzione e la disponibilità di edifici nella zona.

Anche il Comune di Monselice partecipò alla ricostruzione ottocentesca della canonica. Rimane tuttavia da chiarire a quale titolo avvenne questo intervento: si trattò di un semplice contributo alla parrocchia oppure il Comune vantava già allora qualche diritto di proprietà sull’immobile?

Nel corso del tempo, infatti, si è persa la documentazione archivistica relativa alla proprietà della canonica. Le ricerche furono effettuate negli archivi di Monselice e Padova e anche presso quelli della Curia, ma non consentirono di individuare con certezza la titolarità dell’immobile.

Da questa situazione nacque la necessità di raggiungere un accordo tra Comune e Curia per suddividere la proprietà della canonica.

L’attuale edificio viene generalmente attribuito alla fine del Seicento, probabilmente attorno al 1690. La canonica presenta una struttura rettangolare, sviluppata su due piani oltre al sottotetto. Al suo interno, la distribuzione degli spazi era caratterizzata da un salone centrale passante e da quattro stanze laterali, secondo una tipologia abitativa abbastanza diffusa nelle costruzioni rurali e religiose dell’epoca.

Un momento importante nella storia di Marendole fu il 1803, quando la comunità venne eretta in parrocchia autonoma.

IL RESTAURO

L’Amministrazione Lunghi aveva stabilito che l’intervento di recupero dovesse procedere per stralci.

Il progetto prevedeva, al piano terra, che sarebbe rimasto in capo al Comune, la realizzazione di un bar, di una sala pubblica polivalente e dei servizi igienici.

Ai piani superiori era invece prevista la realizzazione di quattro appartamenti, con una superficie compresa tra i 90 e i 100 metri quadrati, la cui proprietà sarebbe rimasta all’Istituto religioso.

L’intervento venne però realizzato solo parzialmente. Si procedette alla messa in sicurezza dell’intero edificio e alla realizzazione del cantiere relativo al piano terra, mentre gli appartamenti ai piani superiori furono lasciati al grezzo.

Complessivamente Palazzo Tortorini si accollò una spesa di circa 800 mila euro. Di questi, ben 250 mila euro furono messi a disposizione dalla Fondazione Cariparo, che si dichiarò disponibile a cofinanziare la parte dell’edificio destinata alle attività sociali.

GLI INTERVENTI SOCIALI

Da allora furono realizzate alcune iniziative, con alterne fortune. Nel 2018 un concorso di idee promosso dal Progetto Giovani premiò la proposta di realizzare accanto all’edificio un’area di sosta con una piccola officina destinata ai cicloturisti che percorrono l’Anello dei Colli Euganei.

Poi, però, più nulla.

Oggi la speranza è che l’Amministrazione comunale possa riprendere in mano il progetto di recupero dell’ex canonica, nell’interesse dei giovani e dell’intera comunità di Marendole, dando finalmente seguito a quanto era stato approvato e discusso circa una decina di anni fa.

La possibilità di accedere ai finanziamenti dell’ANCI potrebbe dunque rappresentare un’occasione importante per restituire alla frazione un edificio storico che, dopo anni di vicende amministrative e lavori di recupero rimasti incompiuti, attende ancora una nuova destinazione e una nuova vita.

Anche il Gazzettino del 3 settembre riprende lo stesso argomento con uno scritto di G. Brunoro.
Gazzettino del 3 settembre 2026
Foto tratta da tognetto.it/it/progetti/ex-canonica-di-marendole/
Monselice 4 settembre 2026

 


Il Mattino del 26 settembre 2026 pubblica una proposta per i giovani:
Mattino del 26 settembre 2026

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Notte bianca 2026, Monselice ritrova la festa

NOTTE BIANCA, MONSELICE RITROVA LA FESTA
Annullata la prima giornata della Notte Bianca monselicense a causa del maltempo, la manifestazione ha ripreso vigore nella seconda serata, richiamando alcune centinaia di persone, attirate dalle numerose iniziative promosse dall’Amministrazione comunale.
Nel pomeriggio di sabato, al Museo San Paolo, si sono svolte le iniziative culturali dedicate all’Ottavo Centenario francescano. In serata, invece, la festa si è spostata in piazza Mazzini, dove sul palco sono intervenuti il sindaco e alcuni rappresentanti della politica locale. Gli interventi si sono conclusi con il tradizionale taglio del nastro, che ha dato ufficialmente il via alla serata.
A seguire, il concerto della cover band ufficiale dei Nomadi, che ha animato la piazza.
Nel frattempo, la città si è riempita di visitatori, che hanno affollato le vie del centro, muovendosi tra bancarelle, piccoli concerti organizzati nelle piazze e musica davanti ai bar e ai pubblici esercizi.
Un bilancio quindi positivo per la prima manifestazione della nuova Amministrazione comunale, organizzata in pochi giorni grazie alla collaborazione tra commercianti, pubblici esercizi, Pro Loco e volontari.
Una partenza che, nonostante il maltempo abbia costretto ad annullare la prima giornata, ha dimostrato la capacità di fare squadra e riportare animazione nel centro cittadino.
Monselice 30  agosto 2026

Campo della Fiera, i conti del PNRR e le criticità di un’area da ripensare

Campo della Fiera, i conti del PNRR e le criticità di un’area da ripensare
L’area si presenta oggi ordinata e valorizzata, ma restano alcune questioni sulla gestione degli spazi e sul loro reale utilizzo.
Il Comune di Monselice ha quantificato, con i dati resi noti il 20 agosto 2026, in 768.000 euro la spesa sostenuta per la posa del conglomerato drenante sul piazzale del Campo della Fiera, intervento inserito nel programma di riqualificazione e valorizzazione finanziato anche attraverso il PNRR.
Il quadro finanziario dell’opera prevedeva 508.000 euro di fondi PNRR, 92.000 euro di contributi regionali e 150.000 euro di risorse comunali, per un totale di 750.000 euro. A questa somma si sono aggiunti ulteriori 18.000 euro per spese diverse, portando la spesa complessiva a 768.000 euro.
Un intervento durato oltre un anno
I lavori erano iniziati il 29 giugno 2022 e, secondo le previsioni iniziali, avrebbero dovuto concludersi nell’arco di circa 150 giorni. Il programma, tuttavia, subì diversi rallentamenti.
Le modifiche apportate al progetto comportarono infatti sei sospensioni dei lavori, facendo slittare la conclusione degli interventi al 6 ottobre 2023. Due giorni dopo, l’8 ottobre, l’area venne inaugurata.
Il lungo iter dei lavori ha dunque rappresentato uno degli aspetti più complessi dell’intervento, anche per la necessità di affrontare alcune situazioni impreviste emerse durante gli scavi.
La scoperta sotto il piazzale
Tra gli elementi che determinarono la sospensione dei lavori vi fu il rinvenimento, a circa 3,70 metri di profondità, di un antico manufatto per lo scarico delle acque, descritto come un vero e proprio “pozzettone”. La scoperta rese necessario l’intervento degli archeologi per cercare di comprendere la funzione delle vecchie tubazioni rinvenute nel sottosuolo del Campo della Fiera.
Forse potessero essere collegate al sistema idraulico utilizzato in passato per l’allagamento del vallo posto attorno alle mura del castello. Un’ipotesi suggestiva, che tuttavia richiederebbe una documentazione archeologica e storica precisa per poter essere confermata.
Un’area riqualificata e gradevole
Al di là delle vicende legate alla realizzazione, il risultato dell’intervento presenta diversi elementi positivi. Il Campo della Fiera appare oggi ordinato, pulito e ben tenuto e rappresenta un biglietto da visita certamente migliore per chi arriva a Monselice. Anche l’anello verde che circonda il piazzale risulta ben curato e l’illuminazione contribuisce alla valorizzazione complessiva dell’area.
La riqualificazione ha dunque migliorato l’aspetto di uno spazio importante della città, collocato in una posizione strategica rispetto al centro storico e ai percorsi di accesso alla Rocca.
Il problema della gestione degli spazi
È però proprio sulla gestione quotidiana dell’area che emergono alcune criticità.
La mancanza di una chiara segnaletica degli stalli, secondo quanto viene riferito, sarebbe legata anche a indicazioni della Soprintendenza che avrebbero impedito la tradizionale segnaletica a terra. Il risultato, però, è che le automobili tendono a essere parcheggiate senza un’organizzazione precisa.
Un altro aspetto riguarda la distribuzione degli spazi. L’area riservata ai pullman turistici appare sovradimensionata rispetto all’utilizzo effettivo, mentre gli spazi destinati alle automobili risultano spesso insufficienti: già nelle prime ore del mattino il piazzale tende a riempirsi.
È quindi opportuno chiedersi se la suddivisione attuale degli spazi risponda realmente alle esigenze della città. La soluzione potrebbe essere quella di massimizzare l’utilizzo del piazzale, mantenendo naturalmente gli spazi necessari per i pullman turistici, ma verificando se le superfici oggi loro destinate possano essere utilizzate, almeno quando non servono, per le esigenze della popolazione e dei visitatori.
Un buon intervento, ma ora bisogna ripensarne l’utilizzo
Il giudizio sull’opera non può quindi essere soltanto economico. Il Campo della Fiera è stato riqualificato e oggi si presenta certamente meglio rispetto al passato. Ma un investimento pubblico di questa entità deve essere accompagnato anche da una riflessione sul modo migliore di utilizzare lo spazio.
Il problema, oggi, non sembra essere tanto quello della qualità dell’intervento quanto quello degli obiettivi futuri dell’area.
Quanti pullman turistici vengono effettivamente ospitati? Quanti posti auto sono necessari quotidianamente? Come può essere utilizzato il piazzale durante le manifestazioni? È possibile organizzare meglio la sosta senza compromettere il valore storico e paesaggistico dell’area? Sono domande alle quali sarebbe utile dare una risposta
Il Campo della Fiera nella storia di Monselice
Il Campo della Fiera non è soltanto uno spazio destinato al parcheggio. La sua storia è strettamente legata alla vita economica e sociale di Monselice. Il terreno destinato alla fiera venne acquistato dal Comune nel 1859 e, secondo quanto riportato da Mazzarolli, fu utilizzato per la prima volta nel 1860, dopo gli opportuni lavori di riattamento.
Monselice 26 agosto 2026

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Un monumento ai nostri migranti in Brasile, opera di Domenico Travaglia

Sul piazzale del Duomo di Monselice è stata sistemata, per qualche settimana, ‘La pietra del migrante’ per ricordare il contributo che l’emigrazione italiana ha fornito alla cultura, all’economia e al carattere nazionale del Brasile. Da lontano 1874 più di un milione e mezzo di italiani sono stati protagonisti dello sviluppo del Paese sudamericano.
La scultura realizzata dall’artista monselicense Domenico Travaglia prenderà la via della città di Antonio Prado, nella regione del Rio Grande do Sul, con cui Monselice è gemellata. Un’opera di oltre due tonnellate realizzata per celebrare i 150 anni dell’emigrazione italiana, e soprattutto veneta, ha richiesto più di un anno di lavoro. «Questo progetto è nato dalla volontà dei due Comuni gemellati, dei due Lions Club e delle rispettive Società Operaie, in collaborazione con la parrocchia di San Giuseppe Operaio – spiega l’avvocato Lucio Merlin, del Lions Club di Monselice dalle pagine del Gazzettino del 5 agosto 2026-. Antonio Prado è conosciuta come la città brasiliana con il maggior numero di abitanti di origine veneta. Ci sembrava giusto ricordare con un gesto concreto questo sentimento di vicinanza e di comunanza».
Il gemellaggio fra Monselice e Antonio Prado venne siglato nel marzo dell’anno scorso. Il percorso per arrivare all’intesa mosse i primi passi nel novembre 2019, con un accordo tra la Società operaia di Monselice e la “Sociedade pradense de mutuo socorro” di Antonio Prado. L’opera, battezzata “La pietra dei migranti”, si legge partendo dalla base. Una barca carica di teste rappresenta il loro viaggio alla ricerca di nuove terre. Sull’altro lato, un mostro simboleggia l’ignoto verso cui erano diretti. Sulla sommità spiccano i volti di un uomo e di una donna simbolo della famiglia, nucleo fondante delle nuove comunità.
Ottimo lavoro, carico di significati di Domenico Travaglia.
Le foto sono di PG Vlaniri
 

L’artista monselicense Vittorio Guglielmo (2019)

Vittorio Guglielmo, è conosciuto nel territorio monselicense soprattutto per le sue sculture in ferro, ma ha dato prova delle sue abilità anche nel campo della pittura  esprimendosi con tecniche miste ne Il Duomo vecchio e ne La Loggia dipinti su foglia oro e nella Porta romana e Il Castello dipinti su ceramica.

Meccanico di professione, in pensione ha dato sfogo alla sua arte modellando il ferro fino a ricavarne artistiche e pesanti composizioni che sono state esposte nelle varie mostre organizzate dell’Auser cittadina. I soggetti sono semplici animali da cortile, alpini  e aquile monumentali che stupiscono per il realismo della composizione.

Ci confida che ha moltissime composizioni nella sua abitazione e che da tempo attende un minino  riconoscimento per la sua attività.

Vittorio Guglielmo – Lager
Vittorio Guglielmo – Ballerini
Vittorio Guglielmo – Falconiere dettaglio
Vittorio Gugliemo – lo scultore

Il pittore monselicense Antonio Zerbetto per Fideuram (2018)

Antonio Zerbetto

L’ambito dell’evento ‘Fideuram incontra’ l’arte domenica 30 maggio 2018 il pittore monselicense Antonio Zerbetto ha realizzato una bella mostra nei locali l’omonima banca di Monselice. Erano esposti una trentina di tele che rappresentavano il meglio della sua produzione artistica.

In una bella scheda dal titolo ‘Una Spontaneità espressiva dal fascino avvincente’, Renato Lamperini dice di Antonio Zerbetto: La ricchezza dei toni cromatici che caratterizza i paesaggi di Antonio Zerbetto e sovente pervasa da una forte malinconia la quale, spesso, rasenta una profonda ed infinita tristezza. Il gusto dei rapporti coloristici tonali o le armoniche stesure, quali elementi che rappresentano sovente lo scenario della natura, non danneggiano l’effetto ma anzi questo latente rifiuto ad ogni eccesso di sensibilitalismo gioioso, dona un carattere di omogeneità formale all’opera. La connaturazione del paesaggio nella particolare atmosfera, la quale rispecchia più i momenti emotivi di struggimento piuttosto che l’ambiente reale della natura, diventa fluttuante, indistinta ed immersa in una sorta di evocazione di ricordi, di remote memorie, ponendo una sottilissima trama, un velo trasparente sulle luminosità compositive e, in questo lento e pacato fluire dei sentimenti, nessun colore ottiene il sopravvento o prevale nella composizione pittorica. Oserei dire che il paesaggio, in determinati momenti, si rivela come un ambiente-rifugio ideale dove la luce, fonte di vita, viene filtrata e poi gradatamente assorbita dalle ombre in una trasfigurazione lirica e con una intensità di effetti davvero notevole. La narrazione, che viene condotta con questa esigenza o corrispondenza intima, segue una linea spontanea di significazione poetica nella quale l’immagine del ricordo diviene fattore di esistenza, di vita e di riscatto per cui nessuno schema formale ed esteriore viene ad influire nell’atto creativo. Lo svolgersi di determinati eventi segna il mezzo artistico dal quale si dipartono le sensazioni che, sostenute da una abile padronanza dei mezzi tecnici, assurgono agli alti valori poetico-pittorici. La obbiettività ad una realtà dolorosa, nella quale entra pienamente la serena coscienza critica, per quel senso innato di intuizione artistica e di penetrazione psicologica, pone le opere di Antonio Zerbetto nella immediatezza di una spontaneità espressiva di sensibilissimo fascino avvincente

Antonio  dal 1967 è presente alle più importanti manifestazioni artistiche. Ha al suo attivo numerose mostre collettive e diverse per-sonali. Gli sono stati riconosciuti premi e segnalazioni varie in molti concorsi di pittura. Sue opere si trovano in collezioni private e pubbliche.
I riconoscimenti più significativi: primo premio concorso “Città di Monselice”, Segnalazione speciale estemporanea nazionale d’Agna, terzo premio estemporanea Montegrotto Terme, Premio speciale a Campagnola (PD), a Este e Monselice Primo premio concorso di pittura a Vescovana, secondo premio concorso di pittura ad Este, primo premio ex aequo concorso di pittura estemporanea gli “Angoli più belli del Prato” a Padova, ed è premiato anche a Montemerlo (PD) primo premio concorso di pittura ad Arre, primo premio concorso di pittura ad Este.
Personali: Monselice, Padova, Belluno, Padova, Rovigo, Teolo, Sedico (BL), Battaglia Terme, Cittadella, ed in tante altre località venete.