Ambiente e Natura

Renato Malaman è la legge n.1097/71 che 54 anni fa salvò i Colli Euganei.

Giovedi 27 novembre 2025, per l’università per il tempo libero (Anteas) di Monselice, il giornalista Renato Malaman ha relazionato – anche con l’aiuto di immagini e testimonianze – sulla legge che ha salvato i nostri Colli. Erano presenti circa 300 persone incantate dalle parole del noto giornalista del ‘Mattino’, autore ( con altri) di un fortunato libro “I colli ritrovati : gli Euganei a cinquant’anni dalla legge che fermò le cave”. Ottimo il coordinamento di Ester Besusso, nella foto assieme al giornalista. Renato ha iniziato proiettando un vecchio video Rai nel quale erano presentate le problematiche di quel tempo derivanti dalle cave e soprattutto le ragioni di un gruppo di giovani – ‘ambientalisti, diremo oggi’ – che per primi sensibilizzarono la popolazione sui disastri che i cavatori stavano causando al paesaggio dei colli. Negli anni ’70 non c’erano leggi che tutelavano l’ambiente e neppure una coscienza ambientale, ha precisato il giornalista. Senza tante formalità chiunque poteva scavare il sasso dei Colli da utilizzare per il sottofondo di strade, argini dei fiumi o per farne cemento da utilizzare nelle costruzioni civili e industriali. Per velocizzare la produzione di cemento era stata ideata perfino una teleferica che avrebbe dovuto portare il sasso da Baone fino ai cementifici di Monselice; per fortuna si sono limitati a farne solo un modellino. Centinaia erano i lavoratori che ‘vivevano’ del lavoro con le cave (cavatori, meccanici e autisti et.). Per loro la chiusura delle cave avrebbe comportato la perdita del posto di lavoro. Nonostante le tensioni […]

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A cinquant’anni dalla legge che ha salvato i colli Euganei

A cinquant’anni dalla legge che ha chiuso le cave sui Colli Euganei, percorriamo la salita che porta al Montericco dove sono visibili le ferite provocate dalle ruspe, fermate dalla legge 29 novembre 1971, n. 1097.  Senza tale legge chissà come sarebbero ridotti oggi i colli Euganei. Del monte Cero, del monte Ricco, del monte Rusta, del monte Cinto e di tanti altri ancora, se si fosse continuato a scavare ai ritmi infernali degli anni 1960-’70, non ci sarebbe rimasto più nulla. E’  ancora vivo in noi il  ruolo decisivo che ebbe avuto in tutta la vicenda dall’on. Giuseppe Romanato, il parlamentare della vicina città di Rovigo, a quel tempo Presidente della Commissione Pubblica Istruzione della Camera. L’on. Romanato non è stato solo formalmente il primo presentatore della legge, ma è stato soprattutto il parlamentare che con più coerenza e coraggio la legge l’ha voluta.  Oggi la vegetazione lentamente sta ricoprendo le ferite. Ma fatti pochi passi lungo la salita – dopo il capitello di Belluco – scorgiamo quello che rimane delle cave: un capannone in cemento e un capiente frantoio in cemento con 6 enormi vasconi dove si frantumava il sasso del Montericco per ridurne le dimensioni. Il tempo in quei luoghi si è fermato, quasi a testimoniare per l’eternità il sacrilegio compiuto. Gli anziani ricordano ancora il frastuono delle mine che a mezzogiorno sbriciolavano la roccia. I sassi cadevano sul  piazzale della cava in grandi quantità.  Le ruspe lo caricavano sui camion che lo portavano sul Po, per ripararne […]