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Ma che bella fiaba! E che festa! Cenerentola, ovvero Monticelli vince la giostra della Rocca 2026*

Ma che bella fiaba! E che festa! Cenerentola, ovvero Monticelli, la contrada più piccola e periferica di Monselice, vince e stravince. E poi festeggia nel castello. Il “suo” castello… quello di Lispida. Pavesato di rossonero per l’occasione e con Rino Biscaro a fare gli onori di casa, ovvero l’ex capo contrada, oggi assessore alla Giostra. A Monticelli ricorderanno a lungo l’edizione di quest’anno della Giostra della Rocca. Con il trionfo nella appassionante sfida della quintana, il primo premio nel corteo storico, nella gara dei tamburini e persino nella “staffetta”… Più il Palio dei Santi, che è la gran combinata e sarà consegnato il primo novembre. Ma per tutti l’immagine più emozionante è la vittoria all’ultimo anello di Jacopo Matticari, di Narni, come il prode Gattamelata, cavaliere che veglia sulla basilica del Santo… Castello di Lispida con oltre 170 presenti alla festa, con presenze istituzionali di livello: dalla consigliera regionale Giorgia Bedin, al vicesindaco Niccolò Ruffin, alla presidente della Giostra Paola Signoretto. C’era pure il leader dell’opposizione Stefano Peraro, oltre naturalmente al capo contrada Alberto Cusin. Sembrerà scontato, ma riscontrare quanta gioia Monticelli ha saputo esprimere alla festa nel castello di Lispida è stato davvero contagioso… Davide Biasiolo, della storica trattoria Da Mario, in centro a Monticelli, ha portato persino il figlio Valentino. Tutti sono arrivati con familiari al seguito, come se si trattasse di una sagra speciale. Di un invito a corte… Catering curato da Andrea Bergamasco dell’Antico Molino e vino a fiumi. Peraltro il bel castello, oggi di proprietà […]

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Notte bianca 2026, Monselice ritrova la festa

NOTTE BIANCA, MONSELICE RITROVA LA FESTA Annullata la prima giornata della Notte Bianca monselicense a causa del maltempo, la manifestazione ha ripreso vigore nella seconda serata, richiamando alcune centinaia di persone, attirate dalle numerose iniziative promosse dall’Amministrazione comunale. Nel pomeriggio di sabato, al Museo San Paolo, si sono svolte le iniziative culturali dedicate all’Ottavo Centenario francescano. In serata, invece, la festa si è spostata in piazza Mazzini, dove sul palco sono intervenuti il sindaco e alcuni rappresentanti della politica locale. Gli interventi si sono conclusi con il tradizionale taglio del nastro, che ha dato ufficialmente il via alla serata. A seguire, il concerto della cover band ufficiale dei Nomadi, che ha animato la piazza. Nel frattempo, la città si è riempita di visitatori, che hanno affollato le vie del centro, muovendosi tra bancarelle, piccoli concerti organizzati nelle piazze e musica davanti ai bar e ai pubblici esercizi. Un bilancio quindi positivo per la prima manifestazione della nuova Amministrazione comunale, organizzata in pochi giorni grazie alla collaborazione tra commercianti, pubblici esercizi, Pro Loco e volontari. Una partenza che, nonostante il maltempo abbia costretto ad annullare la prima giornata, ha dimostrato la capacità di fare squadra e riportare animazione nel centro cittadino. Monselice 30  agosto 2026

Edifici Storici - Restauri

Campo della Fiera, i conti del PNRR e le criticità di un’area da ripensare

Campo della Fiera, i conti del PNRR e le criticità di un’area da ripensare L’area si presenta oggi ordinata e valorizzata, ma restano alcune questioni sulla gestione degli spazi e sul loro reale utilizzo. Il Comune di Monselice ha quantificato, con i dati resi noti il 20 agosto 2026, in 768.000 euro la spesa sostenuta per la posa del conglomerato drenante sul piazzale del Campo della Fiera, intervento inserito nel programma di riqualificazione e valorizzazione finanziato anche attraverso il PNRR. Il quadro finanziario dell’opera prevedeva 508.000 euro di fondi PNRR, 92.000 euro di contributi regionali e 150.000 euro di risorse comunali, per un totale di 750.000 euro. A questa somma si sono aggiunti ulteriori 18.000 euro per spese diverse, portando la spesa complessiva a 768.000 euro. Un intervento durato oltre un anno I lavori erano iniziati il 29 giugno 2022 e, secondo le previsioni iniziali, avrebbero dovuto concludersi nell’arco di circa 150 giorni. Il programma, tuttavia, subì diversi rallentamenti. Le modifiche apportate al progetto comportarono infatti sei sospensioni dei lavori, facendo slittare la conclusione degli interventi al 6 ottobre 2023. Due giorni dopo, l’8 ottobre, l’area venne inaugurata. Il lungo iter dei lavori ha dunque rappresentato uno degli aspetti più complessi dell’intervento, anche per la necessità di affrontare alcune situazioni impreviste emerse durante gli scavi. La scoperta sotto il piazzale Tra gli elementi che determinarono la sospensione dei lavori vi fu il rinvenimento, a circa 3,70 metri di profondità, di un antico manufatto per lo scarico delle acque, descritto come un vero e proprio “pozzettone”. La […]

News culturali

Un monumento ai nostri migranti in Brasile, opera di Domenico Travaglia

Sul piazzale del Duomo di Monselice è stata sistemata, per qualche settimana, ‘La pietra del migrante’ per ricordare il contributo che l’emigrazione italiana ha fornito alla cultura, all’economia e al carattere nazionale del Brasile. Da lontano 1874 più di un milione e mezzo di italiani sono stati protagonisti dello sviluppo del Paese sudamericano. La scultura realizzata dall’artista monselicense Domenico Travaglia prenderà la via della città di Antonio Prado, nella regione del Rio Grande do Sul, con cui Monselice è gemellata. Un’opera di oltre due tonnellate realizzata per celebrare i 150 anni dell’emigrazione italiana, e soprattutto veneta, ha richiesto più di un anno di lavoro. «Questo progetto è nato dalla volontà dei due Comuni gemellati, dei due Lions Club e delle rispettive Società Operaie, in collaborazione con la parrocchia di San Giuseppe Operaio – spiega l’avvocato Lucio Merlin, del Lions Club di Monselice dalle pagine del Gazzettino del 5 agosto 2026-. Antonio Prado è conosciuta come la città brasiliana con il maggior numero di abitanti di origine veneta. Ci sembrava giusto ricordare con un gesto concreto questo sentimento di vicinanza e di comunanza». Il gemellaggio fra Monselice e Antonio Prado venne siglato nel marzo dell’anno scorso. Il percorso per arrivare all’intesa mosse i primi passi nel novembre 2019, con un accordo tra la Società operaia di Monselice e la “Sociedade pradense de mutuo socorro” di Antonio Prado. L’opera, battezzata “La pietra dei migranti”, si legge partendo dalla base. Una barca carica di teste rappresenta il loro viaggio alla ricerca di nuove terre. […]

News culturali

L’artista monselicense Vittorio Guglielmo (2019)

Vittorio Guglielmo, è conosciuto nel territorio monselicense soprattutto per le sue sculture in ferro, ma ha dato prova delle sue abilità anche nel campo della pittura  esprimendosi con tecniche miste ne Il Duomo vecchio e ne La Loggia dipinti su foglia oro e nella Porta romana e Il Castello dipinti su ceramica. Meccanico di professione, in pensione ha dato sfogo alla sua arte modellando il ferro fino a ricavarne artistiche e pesanti composizioni che sono state esposte nelle varie mostre organizzate dell’Auser cittadina. I soggetti sono semplici animali da cortile, alpini  e aquile monumentali che stupiscono per il realismo della composizione. Ci confida che ha moltissime composizioni nella sua abitazione e che da tempo attende un minino  riconoscimento per la sua attività.

Antonio Zerbetto
News culturali

Il pittore monselicense Antonio Zerbetto per Fideuram (2018)

L’ambito dell’evento ‘Fideuram incontra’ l’arte domenica 30 maggio 2018 il pittore monselicense Antonio Zerbetto ha realizzato una bella mostra nei locali l’omonima banca di Monselice. Erano esposti una trentina di tele che rappresentavano il meglio della sua produzione artistica. In una bella scheda dal titolo ‘Una Spontaneità espressiva dal fascino avvincente’, Renato Lamperini dice di Antonio Zerbetto: La ricchezza dei toni cromatici che caratterizza i paesaggi di Antonio Zerbetto e sovente pervasa da una forte malinconia la quale, spesso, rasenta una profonda ed infinita tristezza. Il gusto dei rapporti coloristici tonali o le armoniche stesure, quali elementi che rappresentano sovente lo scenario della natura, non danneggiano l’effetto ma anzi questo latente rifiuto ad ogni eccesso di sensibilitalismo gioioso, dona un carattere di omogeneità formale all’opera. La connaturazione del paesaggio nella particolare atmosfera, la quale rispecchia più i momenti emotivi di struggimento piuttosto che l’ambiente reale della natura, diventa fluttuante, indistinta ed immersa in una sorta di evocazione di ricordi, di remote memorie, ponendo una sottilissima trama, un velo trasparente sulle luminosità compositive e, in questo lento e pacato fluire dei sentimenti, nessun colore ottiene il sopravvento o prevale nella composizione pittorica. Oserei dire che il paesaggio, in determinati momenti, si rivela come un ambiente-rifugio ideale dove la luce, fonte di vita, viene filtrata e poi gradatamente assorbita dalle ombre in una trasfigurazione lirica e con una intensità di effetti davvero notevole. La narrazione, che viene condotta con questa esigenza o corrispondenza intima, segue una linea spontanea di significazione poetica nella quale […]

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Lo spettacolo ‘A passo di Danza’ 2026 a Monselice

Domenica 12 luglio 2026, in piazza Mazzini a Monselice, ha avuto luogo il bellissimo saggio-spettacolo della scuola “A Passo di Danza”. Sul palco si sono esibiti gli allievi della scuola con una decina di balletti ricchi di coreografie, accompagnati da luci colorate e da una musica coinvolgente. I giovani ballerini hanno dato il massimo, mettendo in luce quanto avevano appreso in mesi di studio e di impegno, guidati dalla straordinaria professionalità e dalla passione di Miriam Fornasiero, punto di riferimento della scuola. L’associazione “A Passo di Danza” è una storica associazione dilettantistica di Monselice dedicata all’insegnamento della danza. È specializzata in danza classica, danza moderna e contemporanea, hip hop e altre discipline accademiche e di urban dance. Nel corso degli anni la scuola ha organizzato numerosi saggi e spettacoli, diventando un punto di riferimento per la formazione di giovani ballerini nel territorio di Monselice e dei Colli Euganei. È stata una serata magica, fatta di musica, balletti travolgenti e tanta, tanta passione, durante la quale due giovani cantanti hanno interpretato anche alcuni brani di Marco Mengoni. Bravi tutti Purtroppo i negozi erano chiusi!!   Monselice 12 luglio 2026            

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Il nuovo Sindaco apre la porta romana

Sabato mattina 13 giugno, tra la sorpresa generale ha deciso di aprire e chiudere di persona l’accesso che sale verso il santuario delle Sette Chiese e la sommità del colle della Rocca. Una scelta – precisa il Sindaco –  dettata dall’urgenza, dopo che la società che gestisce il complesso per conto della Regione ha annunciato lo stop al servizio. In una nota il Sindaco precisa: Giovedì 11 giugno mi è arrivata una mail di Veneto Edifici Monumentali (VEM), indirizzata alla parrocchia del Duomo nella persona di mons. Paolo Marzellan e, per conoscenza, a me. La società – che gestisce per conto della Regione il complesso monumentale della Rocca – comunica che, a partire da sabato 13 giugno, non potrà più provvedere all’apertura e alla chiusura del complesso, un servizio che qualifica come reso in via straordinaria. Le ragioni indicate sono la carenza di personale e la necessità di assicurare ai dipendenti le turnazioni per le ferie. Contestualmente, è stato rimosso il cartello indicante gli orari di accesso alle Sette Chiese. Il rischio immediato è la chiusura del santuario giubilare, nel pieno della stagione turistica. Non si possono privare la città e i turisti della possibilità di accedere alla Rocca e di visitare un luogo che tutta Italia ci invidia. Ho pertanto ritenuto doveroso assumermi io stesso la responsabilità di aprire e chiudere la Porta Romana: in una sola giornata era impossibile organizzare un servizio sostitutivo. La aprirò e la chiuderò fino a quando la questione non sarà definita. L’onere dell’apertura […]

Edifici Storici - Restauri

Un libro per i cent’anni della chiesa di San Cosma di Monselice

Un libro per i cent’anni della chiesa di San Cosma Quest’anno la parrocchia di San Cosma celebra il centenario della costruzione della chiesa. Per l’occasione il parroco e alcuni fedeli hanno programmato una serie di iniziative con l’obiettivo di festeggiare e condividere questo importante anniversario con tutti gli abitanti della piccola frazione. La storia della nuova chiesa ebbe inizio il 6 gennaio 1920, quando l’allora parroco, don Domenico Favaro, riunì i capifamiglia per proporre la costruzione di un nuovo edificio religioso in una posizione più centrale rispetto alla chiesetta già esistente fin dal 1200. La proposta fu accolta con favore dalla comunità, che si mise subito all’opera contribuendo come poteva ai lavori: chi offrendo manodopera, chi donando i prodotti della campagna, come grano, uova e altri beni in natura. In breve tempo il progetto ottenne il sostegno della diocesi di Padova e il 18 aprile 1922 il vescovo Luigi Pellizzo benedisse la prima pietra. Il 27 settembre 1926, in occasione della festa dei santi Cosma e Damiano, una solenne processione trasportò il Santissimo Sacramento dalla vecchia chiesetta campestre al nuovo edificio, inaugurando di fatto la nuova parrocchia. La soddisfazione fu grande, anche se mancava ancora il campanile, costruito soltanto alcuni anni più tardi. Da quel momento la nuova chiesa divenne il centro delle iniziative religiose e della vita comunitaria della frazione. L’intera vicenda della chiesa di San Cosma, dal 1926 al 2026, è stata raccolta in un libro dallo storico Riccardo Ghidotti, intitolato San Cosma – Antica Stortola. Nel Centenario centenario […]

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Secondo lo storico Francesco Jori a Ponso c’era il centro dei Veneti antichi

Il Mattino del 27 maggio 2026 ospitava un interessante articolo di Francesco jori sul Santuario Veneto-romano di Ponso recentemente rinvenuto in quel comune. I reperti archeologici, precisa subito Jori, emersi a Ponso, offrono una decisiva conferma che le radici del Veneto di oggi affondano in una sorta di triangolo virtuoso collocato tra le Basse padovana, polesana e veronese. La città di Este aveva già assunto il ruolo di vera e propria culla della civiltà veneta, esercitando una concreta supremazia culturale, economica e anche politica su un territorio che va dal versante occidentale degli Euganei a buona parte del territorio veronese, dal grande emporio greco-etrusco di Adria alla Slovenia. Anche in seguito agli stretti rapporti commerciali e culturali con il mondo etrusco, e agli insediamenti in area veneta di nuclei provenienti dall’Etruria, ha adottato a sua volta un alfabeto mutuato da quella realtà, di cui i suoi abitanti si servono per scrivere in una lingua di marcato carattere indoeuropeo, che prenderà il nome di venetico. È così divenuta il centro principale della produzione di bronzi decorativi, prezioso articolo da export; inoltre, accanto alle tradizionali attività agricole e di allevamento, ha sviluppato un’industria che lavora il ferro, la ceramica, il legno, la pietra, il vetro. Manterrà a lungo questa supremazia, prima di essere superata attorno al quarto secolo avanti Cristo dalla vicina Patavium. Commerciavano lungo l’Adige e facevano da collegamento con le attività lungo l’adriatico. ESTE LA CITTA’ DEI VENETI LUNGO L’ADIGE Este diventa il polo di riferimento di una vasta area lungo […]

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