Il volto (ricostruito) del San Valentino di Monselice

Il volto del San Valentino di Monselice

Il corpo del presunto San Valentino conservato a Monselice era un uomo alto un metro e sessantasei centimetri, vissuto in un periodo compreso tra 119 e 338 d. C e morto quando aveva tra i 20 e i 25 anni. Dicono gli esperti che non sarebbe stato decapitato e non presenterebbe segni di martirio. Si sta parlando del San Valentino di Monselice, il cui volto è stato ricostruito in un convegno che ha avuto luogo nel 2017  presso la sala Buonamorte del museo San Paolo.

Le spoglie del santo, custodite nell’oratorio di San Giorgio ? sono state analizzate da un team interdisciplinare composto da studiosi dell’Università di Padova (Alberto Zanatta, Nicola Carrara e Cinzia Scaggion del Centro di Ateneo per i Musei, Fabio Zampieri del Dipartimento di Scienze Cardiologiche, Toraciche e vascolari, e Monica Panetto) e dell’Arc-Team (Luca Bezzi e Cicero Moraes). Il progetto ha permesso di avere informazioni scientifiche di grande valenza: per esempio si è stabilito che la morte non è avvenuta per decapitazione, a differenza del San Valentino più famoso, quello di Terni.

Il lavoro, autorizzato dal vescovo di Padova Claudio Cipolla e seguito dal parroco del duomo di Monselice don Sandro Panizzolo, è iniziato il 10 maggio 2017, in seguito a una proposta di ricognizione scientifica subito accolta dall’Amministrazione comunale. Gli studiosi hanno svolto un’indagine antropologica dei resti scheletrici per risalire allo stile di vita e a eventuali patologie. Hanno prelevato campioni di tessuto osseo per effettuare una datazione radiometrica dello scheletro ed eseguito rilievi fotografici del cranio, ottenendo alla fine una ricostruzione attendibile in 3D del volto del San Valentino monselicense, che è stato traslato dalle catacombe romane tra Seicento e Settecento.

La relazione citata dell’Università di Padova sull’indagine è disponibile qui  [ Clicca qui…]

Sull’argomento è stato fatto un servizio Rai disponibile qui. https://www.facebook.com/watch?v=945850792256961

La riproduzione della testa è collocata in un’apposita teca, ora al museo San Paolo (?). Quella legata a San Valentino è una tradizione importante nella città della Rocca: ogni 14 febbraio centinaia di persone vanno in pellegrinaggio alle Sette Chiesette per ricevere la chiave benedetta che protegga i bambini dall’epilessia.

LA  PRIMA INDAGINE SCIENTIFICA

Dei corpi presenti nell’oratorio, tra cui Valentino, venne fatta una prima ricognizione negli anni Ottanta del Novecento da un team coordinato da Vito Terribile Wiel Marin, allora docente all’università di Padova, pubblicate in un libro, Ricognizione dei corpi santi della chiesa di S. Giorgio in Monselice (Padova) / C. Corrain, V. Terribile Wiel Marin, F. Mayellaro (Monselice : Grafiche Manoli, stampa 1989)  Disponibile in PDF  [vai…]

Di questa prima indagine è disponibile uno studio di Monica Panetto, Vito Terribile Wiel Marin, La ricognizione sui presunti martiri cristiani del santuario di Monselice(1982-1983); p. 99-122 anch’essa disponibile in PDF nel libro Il culto di San Valentino nel veneto. A cura di Flaviano Rossetto. Poligrafo 2009 Intero volume in formato PDF (1,5 MB circa) [vai…]

 

 

UN PO’ DI STORIA

Il corpo di san Valentino giunse nella città della Rocca dai “cimiteri romani” intorno al 1720 grazie all’interessamento di Nicolò Duodo che lo ottenne da papa Clemente XI insieme a reliquie di altri martiri. Inizialmente le ossa erano custodite in grandi casse, vennero esposte al pubblico solamente alla fine del ‘700 con l’inaugurazione del Santuario  e collocale negli armadi dove ora si trovano. Il culto x San Valentino a Monselice inizia quindi nei primi del ‘800, grazie al sacerdote Gaetano Cognolato che curò l’allestimento della chiesetta di San Giorgio. Il Cognolato pubblicò un libro sul Santuario contenente anche l’elenco delle reliquie custodite.

 

Immagine tratta da Web, senza collegamento a una pagina precisa, relativa forse all’indagine compiuta nel 2017.

Le tecniche di indagine oggi a disposizione  suggeriscono  tuttavia di continuare dove allora non era stato possibile. Il resto lo fa la fede.

Ulteriori notizie in https://www.ossicella.it/monselice/il-san-valentino-di-monselice/

 


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