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Al pittore Gianni Gueggia premio di pittura 2018 della Proloco di Monselice

Sabato 8 settembre 2018 è stata inaugurata la 21^ edizione del concorso nazionale di pittura organizzato dalla Pro Loco di Monselice. Il primo premio è stato assegnato a Gianni Gueggia, nato  a Trenzano (BS) nel 1956. Ha iniziato ad esporre le sue opere dal 1973. Ha allestito diverse mostre personali in varie località italiane e ha partecipato a numerose rassegne e concorsi nazionali e internazionali, conseguendo lusinghieri consensi di critica ed ottenendo significativi premi, tra cui il Premio Agazzi a Strasburgo; inoltre è stato scelto per rappresentare l’Italia nel Concilio Europeo Al terzo posto Ivano Biasetti Giuseppe Fochesato

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L’artista Giorgio Finamore espone a Villa Pisani di Monselice

Il 31 maggio 2018 è stata inaugurata la mostra di Giorgio Finamore  ‘Corpus Domina’ nell’ambito dell’undicesima edizione del Festival Internazionale Etnofilmfest  quest’anno declinato al tema del CORPO. Il lavoro di Giorgio Finamore intende scrutare l’oscurità, osservare il cambiamento del mondo, le deviazioni e le metamorfosi dell’uomo, l’alienazione delle nostre megalopoli. Un mondo oscuro e industrializzato, governato dalle macchine e dai computer, che ormai abbiamo quasi sottopelle, in uno stato di consapevolezza dell’esistenza dell’ibrido cibernetico, dell’unione in un unico corpo organico-tecnologico. Giorgio FinamoreUn essere che decide di obliarsi compiendo il terribile destino di fondersi con la macchina per sopravvivere, e che tramite gli innesti è diventato quello che voleva la società: si è tramutato in un ingranaggio perfetto ad uso e consumo degli altri. Le creature spesso femminili del suo lavoro, sono al tempo stesso seducenti e dominanti, ammalianti e pericolose, ed il loro corpo diviene un intimo ma potente indicatore dell’andamento della nostra società, che ci costringe, sempre più frequentemente, a compiere anche percorsi di crudeltà inutile su di esso, ferendolo, disconoscendolo e non ascoltandolo. Nella rappresentazione della forma corporea sventrata e deformata in cui cavi elettrici si fondono con nervi e dolore, ma anche esaltata da imponenti incoronazioni di intricate tubature, ed alterata da strutture biomeccaniche soprannaturali, pare non esistere via di fuga. Giorgio Finamore (Venezia 1975). Si diploma in Scenografia nel 2002 presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Dagli Anni Novanta si dedica ad una serie di illustrazioni visionarie, e in tempi più recenti anche scultura e […]

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Vittorio Sgarbi ricorda il conte Vittorio Cini

Nell’ambito delle iniziative previste per il 40° anniversario della scomparsa di Vittorio Cini,  organizzate dalla fonfazione Cini di Venezia, si è tenuta sabato 23 settembre 2017 al castello di Monselice una conferenza sull’attività di collezionista di Vittorio Cini.  Oggetto della discussione era l’imponete e radicale operazione di restauro e di riarredo del castello di Monselice (1935-’40) compito dal Cini, quasi un risarcimento per lo sfruttamento della Cava che ha eroso il colle della Rocca. I restauri sono stati condotti sotto la guida del ferrarese Nino Barbantini (1884-1952). Curioso il denominatore che unisce i tre protagonisti del convegno (Sgarbi, Cini e Barbantini): tutti erano di Ferrara. Sgarbi arrivato con ben due ore di ritardo ha parlato invece della ‘sua’ attività di collezionista  alternando battute a saggi di storia dell’arte, divertendo i numerosi ascoltatori che ascoltavano in religioso silenzio.  Vittorio non ha risparmiato nessuno, politici, storici dell’arte e collezionisti dimostrando una notevole conoscenza dell’arte e del mondo che gravita attorno alla cultura italiana. Al termine della conferenza è giunto Giovanni Alliata di Monreale conservatore dell’archivio  del conte Vittorio Cini. Una bella mattinata passata assieme allo spumeggiante Vittorio Sgarbi che ha confermato la sua fama di grande oratore. Info  http://www.vittoriocini.it/40.html   http://www.marinaretti-venezia.it/pagine/pagine%20storia/Vittorio%20Cini.htm Vedi l’articolo: NINO BARBANTINI AL CASTELLO DI MONSELICE RESTAURO, ALLESTIMENTO E GENESI DEL COLLEZIONISMO DI VITTORIO CINI ANTONELLA CHIODO and ALESSANDRO MARTONI Articolo in Saggi e Memorie di storia dell’arte Vol. 46 (2022), pp. 180-205 (26 pages) Published By: Fondazione Giorgio Cini Onlus  

Edifici Storici - Restauri

Ipotesi di riutilizzo della chiesa di Santo Stefano di Monselice

Dall’11 al 26 febbraio 2017 presso Villa Pisani a Monselice è stata allestita una mostra  organizzata dall’Associazione Culturale Reitia, dall’Università IUAV di Venezia, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, dal titolo “S. STEFANO A MONSELICE: MATERIA, TEMPO, RIUSO, CONSERVAZIONE”. L’esposizione ha raccolto i lavori svolti nell’ A.a. 2015/2016 nell’ambito del corso di Consolidamento degli edifici e del Laboratorio di Restauro architettonico del Corso di Laurea triennale “Architettura, Costruzione, Conservazione” del Dip. di Architettura dell’Università IUAV di Venezia dedicati alla ex chiesa di Santo Stefano a Monselice ripercorrendo la sua storia costruttiva dalla prima edizione romanica fino alle attuali proposte di intervento per il restauro . Il progetto prende origine dalla destinazione d’suo attribuita al manufatto dal Piano di Recupero che ne prevede il restauro e la rifunzionalizzazione come auditorium. Sono state quindi affrontate le criticità dovute all’adattamento di un edificio religioso alle esigenze sia di corretta accessibilità e sia di efficace resa acustica. Il tutto preservando quanto più possibile l’aspetto formale del manufatto e mantenendo in sede alcune caratteristiche generate dalle varie fasi di trasformazione che l’edificio ha subito dal XIII secolo ad oggi. Uno degli aspetti di questa proposta progettuale è destinato ad incidere sul tessuto urbano della città, si prevede infatti la riapertura e la nuova pavimentazione del percorso pedonale – che conduceva da via S. Stefano a Via M. Carboni – e che moltiplica le possibilità di accesso al nuovo auditorium dialogando con la particolare struttura radiale dell’impianto urbano di Monselice. Per risolvere alcune criticità del recupero del manufatto […]

Edifici Storici - Restauri

Restauro dell’affresco di San Francesco nella chiesa di San Paolo di Monselice

Domenica 14 febbraio 2016 l’affresco raffigurante San Francesco d’Assisi è tornato nella sua collocazione originaria ( foto sopra) ovvero all’interno della Cripta di San Francesco del Complesso Monumentale di San Paolo (era stato ceduto in prestito temporaneo al museo diocesano di Padova). Il restauro è stato compiuto da Vanni Tiozzo. L’edicola affrescata della cripta in San Paolo a Monselice, fu staccata nel 1955-1959 e ricollocata su pannelli, che ripropongono l’originaria disposizione delle figure e degli intonaci. Il restauro del 1999 ha evidenziato che gli affreschi sono collocati su due strati di intonaco, uno precedente, più raffinato e più chiaro nell’impasto, sul quale insistono le figure laterali di san Paolo, titolare della chiesa e san Sabino, patrono della Città di Monselice e uno successivo, sul quale è dipinto il san Francesco con un orante, forse papa Gregorio IX. A MONSELICE LA PIÙ ANTICA RAFFIGURAZIONE DI SAN FRANCESCO D’ASSISI IN TERRA VENETA  Pare che i frati minori, documentati in un claustrum novum nel 1225, fossero giunti dal convento di Pernumia, oppure dal Montericco e che abbiano utilizzato la cripta di San Paolo come insediamento cittadino. Questo affresco, databile della metà del 1200, è la prima raffigurazione di san Francesco nel Veneto. Nella foto sotto l’affresco aperto dopo lo strappo. Maggiori info sull’affresco https://www.ossicella.it/monselice/affresco-di-san-francesco-cripta-di-san-paolo-in-monselice/   Il legame di Monselice con San Francesco si rinnova con il dono di un cero votivo al Santo, ogni 4 ottobre presso la chiesa di San Giacomo   Ogni anno, sulla base di una tradizione medievale, il Comune di […]

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Nicol Ranci vince la 19^ edizione della mostra di pittura 2016 della Pro Loco di Monselice

Si è svolta sabato 10 settembre 2016 la premiazione della 19° edizione del Concorso Nazionale di pittura e grafica promosso dalla Pro Loco di Monselice. Il presidente della giuria, il critico d’arte Gabriella Niero, ha sottolineato che: “il linguaggio artistico delle opere in concorso è il frutto della fantasia di un territorio che ha un profilo culturale altissimo e gli artisti lo rinnovano giorno dopo giorno con le loro creazioni; l’arte è civiltà, è conoscenza, è comunicazione, anche se la maggioranza della gente è indifferente alle loro proposte, per questo motivo iniziative come quella monselicense vanno incentivate e promosse.” Le opere in concorso sono state 89, provenienti da varie regioni. Al primo posto si è classificata Nicol Ranci con il quadro “Piedipinna morta, ma non troppo” con la seguente motivazione:”E’ un’opera originale, curiosa, arcaica e primitiva, a tecnica mista appartenente alla corrente post informale e post espressionista che fa riflettere”. La composizione utilizza l’antica carta stropicciata sulla quale è stata disegnata una narrazione pittorica utilizzando la grafica primitiva, intrisa di citazioni coloristiche ben distribuite. Al secondo posto si è classificato Murer Cirillo di Treviso con l’opera ‘Essenzialità’ con la seguente motivazione:“Figura geometrica di grande resa. La stesura del colore è eccellente”. Al terzo posto si è piazzato Giuseppe Fochesato di Schio con l’opera “Luce del mattino” con la seguente motivazione:”Si respira una luce penetrante che invade lo spazio inanimato riempiendolo di significato…”. 1° Premio: NICOL RANCI 2° Premio: CIRILLO MURER 3° Premio: GIUSEPPE FOCHESATO © A cura di Flaviano Rossetto

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