Presentata al Castello di Monselice la “Madonna con il Bambino” trafugata cinquant’anni fa
Venerdì 27 marzo 2026, nell’aula Businaro del Castello di Monselice, si è tenuta la cerimonia ufficiale di restituzione della statua raffigurante una madonna con bambino, di mano toscana, trafugata il 10 marzo 1977.
La Madonnina, scultura lignea policroma appartenente alla collezione del conte Vittorio Cini, è stata recuperata grazie alle indagini dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Venezia. Si trovava in un museo diocesano del Bergamasco.
La storica dell’arte Federica Siti (a sinistra nelle foto), durante la presentazione, ha precisato che l’opera – in legno intagliato e dipinto, alta 122 cm – era entrata a far parte delle collezioni di Vittorio Cini nel 1941. Il conte l’aveva acquistata dall’antiquario romano Alfredo Barsanti. All’epoca venne collocata, con ogni probabilità, nella cosiddetta “Sala dell’angelo” della Casa romanica del castello monselicense.
L’esperta la attribuisce, pur con cautela, allo scultore senese Francesco di Valdambrino, attivo in Toscana tra la fine del Trecento e i primi decenni del secolo successivo.

Valdambrino (Siena, seconda metà del XIV secolo – 1435 ca.) fu uno dei principali scultori senesi attivi tra la fine del Trecento e i primi decenni del Quattrocento. Formatosi a Siena nella bottega di Piero d’Angelo, padre di Jacopo della Quercia, operò prevalentemente in Toscana, distinguendosi soprattutto nella scultura lignea policroma. Partecipò nel 1401 al concorso per la porta del Battistero di Firenze, momento centrale della cultura artistica del tempo, e ricoprì anche importanti incarichi pubblici nella città di Siena.
La sua produzione, legata al gusto tardogotico, si caratterizza per eleganza formale, morbidezza del modellato e attenzione al naturalismo, particolarmente evidente nella resa delle figure sacre. Tra le opere più significative si ricordano i busti dei santi patroni per il Duomo di Siena (1409), l’Annunciazione (ca. 1410-1411) e il San Pietro in trono a Montalcino.
Nel corso della cerimonia tutti gli intervenuti hanno sottolineato come la felice conclusione dell’operazione rappresenti un ulteriore straordinario risultato della sinergia tra diversi enti, impegnati nella valorizzazione del Castello e della città di Monselice.
Erano presenti i rappresentati: della Regione del Veneto, attuale proprietaria del Castello di Monselice; Veneto Edifici Monumentali Srl, ente gestore del complesso; la Fondazione Giorgio Cini, proprietaria della scultura e il sindaco del Comune di Monselice. La preziosa scultura è esposta nel castello di Monselice fino alla primavera del 2027.
L’interessante mattinata si è conclusa con un brindisi beneaugurale promosso da Aldo Rozzi Marin, amministratore unico di Veneto Edifici Monumentali Srl.

Monselice, 30 marzo 2026
© 2026 a cura di Flaviano Rossetto
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