L’edificio di trova a Ca’ Oddo nell’omonima via al civico 4 (tra la chiesa e il bar). Ha impianto quattrocentesco, impostato su un pian terreno a loggiato con tre arcate a sesto ribassato su pilastri, un piano nobile con trifora su balcone e le soffitte; il fianco verso sud mostra ancora una bifora. La villa subisce un intervento nel Cinquecento: sotto la forometria del piano nobile, in corrispondenza dell’architrave, viene inserita una cornice a graffito ad ovoli che racchiude una decorazione a soggetto vegetale: una serie di doppi racemi contorna mazzi di fiori alternati a vasi fioriti.
Contestualmente a tale intervento vengono fissati a muro lo stemma di famiglia tra le aperture centrali delle soffitte, due rombi in pietra tra le finestre laterali del piano nobile e due patere ( piatti) con le iscrizioni “ALBERTUS DE GRIFALCONIBUS ET FRATI” e “URBIS GENIO”.

Nel 1537 i dati d’archivio registrano una Condizion ed una redecima di Tomaso Grifalconi fu Girolamo per “campi 120 con casa e cortivo per uso”; attraverso i secoli l’immobile nobiliare si amplia, con l’aggiunta di brolo, orto e giardino, fino al 1808 quando nel Sommarione del catasto napoleonico la nota dei beni di Grifalconi Alberto fu Massimiliano, in località Molaradieno, elenca: casa da fattore, casa e corte da villeggiatura, chiesa privata, giardino.
Il complesso oggi è molto degradato, mantiene l’originario muro di cinta aperto nella cancellata in ferro battuto; superfetazioni successive, specie all’adiacenza rustica, ne hanno inquinato la leggibilità. Sono stati da molto tempo tamponati sia gli archi a piano terra, sia la trifora al piano nobile, e la muratura inserita è stata aperta in finestre.

La famiglia Grifalconi (o Grifaconi)
La famiglia Grifalconi (talvolta il cognome compare nelle forme Grifaconi, Griffalconi o Grifalconi, a seconda delle fonti e dell’epoca) fu una famiglia nobile di origine padovana-veneta, documentata tra il Medioevo e l’età moderna. I suoi membri ricoprirono incarichi pubblici e contribuirono alla vita politica ed economica del territorio della Repubblica di Venezia.
Origini
Le prime attestazioni della famiglia risalgono al XIII-XIV secolo nell’area di Padova. Dopo la conquista veneziana del 1405, i Grifalconi entrarono stabilmente nel patriziato cittadino e mantennero un ruolo di rilievo nell’amministrazione locale.
Attività e prestigio
I Grifalconi furono:
- proprietari di vaste tenute agricole nel Padovano;
- impegnati nel commercio e nell’amministrazione pubblica;
- titolari di incarichi civili e militari per la Repubblica di Venezia.
Come molte famiglie nobili venete, investirono parte delle loro ricchezze nella costruzione di palazzi cittadini e di ville di campagna.
Lo stemma
Lo stemma della famiglia raffigura generalmente un grifone, figura araldica composta dalla parte anteriore di un’aquila e dalla parte posteriore di un leone, simbolo di forza, vigilanza e nobiltà. Da questo emblema deriverebbe anche il cognome.
Rapporti con Monselice
La famiglia Grifalconi ebbe rapporti anche con Monselice, dove possedette beni immobili e terreni. In diversi documenti notarili e catastali tra il XVI e il XVIII secolo compaiono membri della famiglia come proprietari fondiari. Alcuni Grifalconi sono inoltre ricordati in atti riguardanti compravendite, livelli e amministrazione di patrimoni nel territorio monselicense.
La loro presenza testimonia come, durante il dominio veneziano, numerose famiglie nobili padovane investissero nelle fertili campagne dei Colli Euganei e della pianura circostante.
Personaggi
Tra gli esponenti più noti si ricordano:
- Girolamo Grifalconi, impegnato nell’amministrazione padovana nel XVI secolo;
- altri membri della famiglia che ricoprirono la carica di consiglieri cittadini e amministratori di beni ecclesiastici.
Il palazzo
A Padova è ancora noto il Palazzo Grifalconi, testimonianza dell’importanza raggiunta dalla famiglia nella città durante l’età veneziana. Un secondo è documentato a Venezia.
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