Società & tradizioni

Ricordando l’alluvione del Polesine del 1951

  Sono passati settant’anni da quel nefasto 14 novembre 1951 durante il quale il Po ruppe gli argini ad Occhiobello provocando l’alluvione del Polesine.  Alla fine si contarono 100 vittime e 180mila senza una casa, che si spostarono nella nostra provincia .  Monselice venne invasa dagli sfollati. Subito si scatenò la macchina della solidarietà, tutti si prodigarono per ospitali, nelle scuole o nelle case di molti generosi cittadini. Lo stato istituì nella nostra città un grande centro di coordinamento destinato a prestare i primi soccorsi. L’amministrazione comunale, retta dal sindaco Giuseppe  Bovo, si prodigò in ogni modo per trovare una casa alle migliaia di sfollati arrivati a Monselice anche con gli animali a seguito. Anche la macchina  statale si attivò subito cercando di alleviare le sofferenze di tanti polesani. Moltissime le personalità che accorsero a Monselice per solidarizzare con gli sfollati, tra questi anche il Presidente Luigi Einaudi, come si vede nel filmato sottostante.  Il dramma è ben documentato dai filmati della Rai e dalle immagini  dell’archivio storico del Gazzettino che ritraggono intere città invase dalle acque. Quella fu per il Veneto un evento di proporzioni catastrofiche, l’acqua flagellò la provincia di Rovigo ma anche il territorio di Cavarzere, nel Veneziano, causando, tra l’altro,  la morte di magliaia di bovini.                Tra i tanti che descrissero il dramma ricordiamo il nostro GA Cibotto con le sue cronache dell’alluvione che lo resero celebre in tutta Italia. Molte le iniziative che ricordano il triste anniversario, tra […]

News culturali

Presentato a Monselice il ‘Cammino di Sant’Antonio’

Sabato 6 novembre 2021 è stato presentato alla Loggetta un docufilm sul ‘Cammino di Sant’Antonio’, durante l’incontro sono intervenuti il regista Michele Carpinetti e Giannino Scanferla.  Il Cammino di Sant’Antonio è un itinerario religioso che unisce Padova al Santuario de La Verna e comprende un numero di tappe variabile da 21 a 23, in base al punto di partenza (Venezia, Santuari Antoniani di Camposampiero o Padova). Ora il cammino si è allungato e tocca anche il sud Italia. Sul sito ufficiale ci sono  tutte le informazioni utili per percorrerlo  [ clicca qui ] E’ noto che Sant’Antonio di Padova ha trascorso parte importante della sua vita in Italia, attraversando diversi luoghi oggi uniti dal Cammino di Sant’Antonio, che segue a ritroso le località segnate dal pellegrinare del frate portoghese. Il percorso è segnato da numerosi cartelli che indicano la via ai numerosi volontari/pellegrini che lo percorrono, spinti da motivazioni religiose e ambientali.  La prima parte del percorso (Camposampiero – Basilica del Santo a Padova, 24 km) è detta anche “Ultimo cammino” e coincide con la strada che sant’Antonio morente percorse, su un carro trainato da buoi, per il suo desiderio di morire in convento a Padova.La tratta successiva, di quasi 160 km fino a Bologna, è praticamente pianeggiante e si copre in 7-8 giorni. Nella terza parte, da Bologna fino al Santuario della Verna, il dislivello è maggiore e il percorso prevede una serie continua di saliscendi. Il Cammino attraversa diversi parchi naturali e zone protette per un totale di […]

News culturali

Premio Opsicella a Don Marco Gallante

Sabato 23 ottobre 2021 nella Pieve di Santa Giustina, l’Amministrazione comunale ha conferito il premio Opsicella a Don Marco Galante, per il suo impegno all’ospedale, accanto ai malati di covid nel peggior periodo della pandemia. Don Marco Galante, cappellano in un Covid hospital del padovano, ha confidato a Francesco in una lettera che molti malati offrono la loro sofferenze per le intenzioni del Pontefice. “È un modo per combattere l’insensatezza del male”, racconta il sacerdote a Vaticannews “La mia è stata una risposta a una chiamata”. Così don Marco Galante, cappellano dell’Ospedale “Madre Teresa di Calcutta”, a Monselice, provincia di Padova e parroco di quattro comunità diocesane, racconta la sua esperienza come sacerdote accanto ai malati nel Covid hospital di Schiavonia. “L’intuizione – spiega – è stata del nostro vescovo Claudio Cipolla che mi ha chiesto se me la sentivo di dedicare 24 ore di servizio agli ammalati Covid e io gli ho risposto di sì”. Così, il sacerdote del padovano si è ritrovato a vivere in concreto ciò di cui Papa Francesco parla nell’enciclica Fratelli tutti. “Di fronte al dolore del fratello, non possiamo girarci dall’altra parte e così a nome della Chiesa sono rimasto accanto a queste persone per un mese intero, notte e giorno, e poi da dicembre andando tutte le mattine nei reparti Covid”. La telefonata da Casa Santa Marta Dopo qualche tempo che aveva spedito una  lettera al Papa, don Marco ha ricevuto una telefonata inaspettata da Casa Santa Marta. “Devo dire che è stata una sorpresa […]

Edifici Storici - Restauri

Alla ricerca della storia del Torrione. Campagna di scavi 2021

Da un video disponibile nel sito del Castello di Monselice e dai giornali locali apprendiamo – con piacere – che sono in corso nuove indagini archeologiche sulla Rocca, condotte dai proff. Alexandra Chavvarria Arnau e Gian Pietro Brogiolo, autorizzate con intelligenza dagli amministratori del Castello di Monselice, sotto l’egida dell’Università di Padova. Secondo il prof. Gian Pietro Brogiolo la costruzione del torrione risale al 1230 ed è stata voluta da Federico II, come la prima cinta di mura che circoscrive il mastio. Successivamente i carraresi intervennero anch’essi sulle mura, le loro modifiche si notano perché utilizzavano dei corsi di laterizi, intervallandoli alla trachite. Gli scavi 2021 intendono fare luce sugli interventi precedenti ai progetti dell’imperatore, in linea di massima si ipotizza di indagare sulle strutture edilizie presenti tra fine dell’undicesimo ed inizio del tredicesimo secolo, che vede la ricostruzione della chiesa di Santa Giustina in forme monumentali, dotata di una comoda residenza per la collegiata, collegata ad una grande torre difensiva di 8 metri di lato. Dagli scavi del 1980 sappiamo che c’e’ stata anche una fase altomedievale con una chiesa più antica di modeste proporzioni risalente alla seconda meta del decimo secolo. La chiesa a sua volta prende il posto di un primitivo edificio religioso della meta/fine del sesto secolo. In quel periodo venne costruito anche il castello di Monselice, probabilmente dai goti o dai bizantini. L’indagine vuole far luce anche sui depositi protostorici depositati sul bordo sommitale della Rocca che lasciano intravvedere importanti scoperte. Oppure nel link diretto […]

Edifici Storici - Restauri

Il capitello del ‘600 in via Vetta a Monselice

Segnaliamo una importante testimoniaza della religiosità popolare monselicense: il capitello in via Vetta, 31. E’ molto antico, risale al ’600 ed è forse la struttura votiva più importante di tutto il territorio monselicense. E’ stato eretto in onore della Madonna in Trono con Bambino. Si trova presso la famiglia Barison. Anche se inserito nel suo cortile, il capitello risulta di proprietà del comune di Monselice perché era posto fino a qualche decennio fa sulla pubblica strada di via Vetta che passava davanti all’abitazione. Poi, con la costruzione del cavalcavia dell’autostrada, il percorso stradale si è spostato di una decina di metri e il tratto terminale della vecchia strada, col capitello, è stato acquisito dalla famiglia Barison. Merita una visita è una preghiera. Maggiori info nel libro di Romolo Brugiolo disponibili in PDF  https://www.ossicella.it/monselice/i-capitelli-di-monselice/  

Edifici Storici - Restauri

La storia della chiesa di Santo Stefano in un video di Ghidotti

In occasione dell’ 8° centenario della morte del domenicano San Domenico. Riccardo Ghidotti per ricordare l’evento ha realizzato un bel video sulla nostra Santo Stefano, la bella chiesa dominicana di Monselice. https://youtu.be/f7uvvi-zu50      

Scrittori e Artisti monselicensi

La vita del conte Ettore Arrigoni degli Oddi raccontata in un libro

Sabato  10 luglio 2021 in  San Paolo a Monselice si è tenuta una giornata di studio sulla vita del conte Ettore Arrigoni degli Oddi durante la quale è stata annunciata la pubblicazione di un  libro sulla sua vita. E’ stata una bella iniziativa che ci ha permesso di conoscere la vita e gli studi di un nostro concittadino.  Autore del libro è l’avvocato Damiano Cappellari  che con tenacia e buona volontà ha ricomposto gli studi ornitologici del conte fondendoli con le vicende personali della blasonata famiglia.  Assai interessante la relazione di Leonardo Latella che ha presentato l’amico impagliatore del conte Vittorio Dal Nero [ qui ] noto tassidermista che accompagno e segui l’attività di studioso del conte. I conti Arrigoni degli Oddi sono stati sicuramente una delle famiglie più blasonate e autorevoli di Monselice. Sono stati anche i protagonisti della storia politica della città nei primi anni del Novecento e per qualche anno hanno retto le sorti amministrative e politiche del Comune: Oddo Arrigoni degli Oddi è stato sindaco due volte: dal 1899 al 1900 e dal 1905 al 1907; mentre il figlio Ettore lo è stato dal 1913 al 1914, per diventare poi deputato dal 1913 al 1921. Possedevano nel 1916 ben 400 ettari di terreno, quasi tutti nella omonima frazione. Il centro del loro ‘paesello’ è ancora occupato dalla villa padronale sorta sulle rovine di un piccolo castello. La massiccia e sontuosa costruzione, circondata da un parco secolare, sta per diventare un prestigioso luogo di ristoro per la […]

Z Archivio post

Concerto della banda in memoria di Silvano Burattin

Si è svolto domenica 27 giugno 2021 un concerto della banda cittadina n memoria di Silvano Burattin per ricordare i suoi 70 anni di presenza in BANDA città di Monselice. Il presidente Lazzarin ha promesso un concorso per le scuole x ricordarne la memoria. Un personaggio (suonatore) cortese e discreto che ha fatto onore alla comunità di San Cosma. Un esempio per i giovani

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Al pittore Ezio Arosio il premio di pittura della Pro Loco 23° – 2020

PREMIAZIONE E INAUGURAZIONE 23° CONCORSO NAZIONALE DI PITTURA L’associazione Pro Loco di Monselice ha indetto e organizzato il 23° Concorso Nazionale di Pittura “Premio Città di Monselice”. Sono ben 135 i lavori che hanno preso parte al concorso, 16 in più rispetto alla scorsa edizione, realizzati da autori provenienti da diverse città fuori e dentro il Veneto. Una competente giuria artistica, composta da Gabriella Niero – Critico d’arte, Giorgio Laurenti – Pittore, Valerio Vivian-Critico d’arte, Massimo Betto – Collezionista, Mariagrazia Canazza- Presidente Pro Loco, ha esaminato i lavori d’arte contemporanea decretando una condivisibile classifica di merito che riportiamo: 1° PREMIO al pittore EZIO AROSIO di Lissone (MB) con l’opera “Spazio Sinergetico”, con la seguente motivazione: “Per la forza espressiva della composizione che evidenzia particolari tagli prospettici valorizzati dai segni grafici e dalle sfumature chiaroscurali. In accordo con l’atmosfera silente e surreale danno vita a una suggestiva atmosfera visionaria”. 2° PREMIO a DONINO BORIN di Caorle per l’opera “Il tronco tra le reti”, con la seguente motivazione : “Per l’atmosfera malinconica data a uno scorcio della laguna da cui trapela un senso poetico che è tradotto simbolicamente dai colori attraverso la tecnica pastosa e tonale”. 3° PREMIO a MARINA BASAGLIA di Cerea (VR) con l’opera intitolata “ Proposte” con la seguente motivazione: “Per la delicata interpretazione di una figura femminile che esprime stilisticamente, attraverso una struttura lineare ed un contenuto romantico, lo stile personale dell’autrice”. Dal 5 al 20 settembre le opere partecipanti rimarranno esposte nel Chiostro di San Giacomo. La mostra […]

Scrittori e Artisti monselicensi

Lorenzo Marini in mostra a Venezia dal 24 giugno al 30 agosto 2020

E’ aperta dal 24 giugno al 30 agosto 2020 la mostra d’arte:  “Dal silenzio alla parola” sul percorso dell’illustre concittadino Lorenzo Marini (Monselice, 1958), fondatore della “TypeArt” e della “Type Visual”. Ogni elemento tradizionale delle lettere dell’alfabeto si presta a essere riletto dallo spirito creativo di Marini attraverso una ricerca a tutto campo. Ad esempio dall’ironia della piuma (lettera F) passa all’eleganza dell’incastro (lettera O) per includere la pennellata ispirata all’ideogramma orientale (lettera J). Brio e leggerezza, diventano parole chiave di questo alfabeto che propone l’arte come miglior antidoto contro noia e stress, dimostrando che anche gli aspetti della vita più scontati e consolidati si possono reinventare in modi prima impensati e impensabili. Le trenta opere in mostra negli spazi della “Fondazione Bevilacqua La Masa” dimostrano che bisogna ripartire dall’arte e dal bello. L’arte è per Marini un percorso di ricerca volto a trovare la ‘Parola’, quel senso che riesce a colmare ogni giorno il ‘silenzio’ della vita quotidiana. Con la sua opera-alfabeto dedicata a Venezia in cui è ricostruito un alfabeto partendo dalla rilettura dei simboli della città, l’artista è riuscito a cogliere pienamente il carattere veneziano, pieno di contrasti per il suo essere da sempre crocevia di mondi diversi. La mostra parte dalle opere concettuali degli anni Novanta, passando per il Manifesto per la Liberazione delle Lettere e concludendosi con AlphaCube, in cui l’artista crea un’opera profonda e interattiva. La sintesi dell’unione tra forma e contenuto, in continuo divenire, è stato raggiunto da Marini quando ha fuso il […]

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