Storia dell’asta della bandiera di Monselice
Nel 1859, sul piazzale antistante l’ingresso del vecchio Municipio, venne installato un artistico supporto in bronzo su cui fu innalzata l’asta (in legno) della bandiera. Alla base fu collocato un robusto blocco di trachite di forma quadrangolare. Sulla facciata del piedistallo, rivolta verso la piazza, fu fissata una lastra di bronzo con lo stemma della città; sulle altre facciate, in lastre di marmo, furono incise — una per lato — tre iscrizioni che riassumevano la storia di Monselice. Le iscrizioni poetiche erano state redatte dal poeta epigrafista padovano Carlo Leoni.
La bandiera fu donata dalle donne monselicensi e iniziò a sventolare nel 1859, in occasione di una grande cerimonia e solenni festeggiamenti pubblici. L’erezione dell’asta, del piedistallo e del vessillo con i colori municipali avvenne in seguito al decreto imperiale del 1857, che elevava Monselice al rango di Città.
Nell’estate del 1937, l’asta fu spostata in piazza Vittorio Emanuele II (oggi piazza Mazzini), su una base di trachite sulla quale era scolpito lo stemma comunale. Purtroppo, durante lo spostamento andarono disperse le lapidi e l’asta in bronzo.
Nei primi anni ’60, l’asta della bandiera — sempre in piazza Mazzini — fu arricchita con un’artistica fontanella detta “del pesce”; una preziosa foto d’epoca la ritrae accanto a un edificio in stile eclettico-veneziano.
In tempi più recenti, l’asta è stata trasferita in piazza Vittoria, vicino al monumento ai caduti e alla sede municipale.
Le iscrizioni sarebbero le seguenti:
Monselice surta Romana, ampia di ricche terre
1857 decretata Città Rocca di libertà
Sei lustri a longobardi inaccessa (=inaccessibile)
Accolse, Padova sgominata dagli Ungari
Fu campo d’ire fraterne
Covile (= covo) a tirannide con sangue repubblicano
Sperse (=sconfisse) Eccelino III : (poi fu) Guelfa, Scaligera, Viscontea
Baluardo Carrarese
Seggio ( sede) ai veneti podestà
Da Massimiliano (d’Austria) oppressa [ Clicca qui…]
e da doppio straniero giogo (francese e austriaco)
in fede concorde risorse 1866.
Purtroppo le scritte sono andate perdute

Testo integrale dal Carturan:
Il I° vessillo che sventolò nel 1859 sull’antenna fu fatto e donato dalle donne monselicensi ed innalzato in un giorno di feste solenni, perché la erezione dell’antenna col suo piedistallo e col suo vessillo dai colori Municipali venne effettuata a ricordo dell’imperiale decreto che nel 1857 proclamava Monselice al rango di città. Da circa dieci anni, dopo quindici lustri di vita, per ragioni statiche, l’antenna che, prima in legno, era stata ultimamente rinnovata in bronzo venne trasportata in Campo sportivo. Il piedistallo venne rimosso stemma e lapidi disperse in qualche magazzino. Quelle iscrizioni che avrebbero dovuto essere murate in qualche parte di pubblici palazzi, sarebbero in omaggio alla inveterata noncuranza di preposti, certamente perite e dimenticate se questo mio libro, dell’altri ignavia non facesse doverosa ammenda.
Nell’estate del 1937 l’antenna venne collocata nella Piazza Vittorio Emanuele II su una base di macigno a stile 1900 e sulla quale è scolpito lo stemma Comunale. Francamente la forma di quel piedistallo non ci soddisfa ( CARTURAN).
“”””” CONSIGLIO COMUNALE – Seduta Consigliare 8 aprile 1870 – 7 oggetto – Autorizzazione a sostenere il dispendio di L. 60 per completare la base dell’antenna con l’applicazione di tre lastre di marmo colle iscrizioni storiche dell’aurea penna del Leoni. Nel 1859 allorquando si erigeva l’antenna innanzi alla Residenza Municipale era nel progetto di collocare nello specchio della base prospettante la piazza una lastra di ferro fuso collo stemma in rilievo del comune e negli altri tre specchi in lastre pure di ferro fuso ed in rilievo le tre iscrizioni storiche di Monselice pubblicate dalla dotta penna del Leoni.
Lo stemma fu applicato e gli altri tre specchi attendono ancora lo storico rivestimento perché l’autorità austriaca cui mal talentavano alcune espressioni delle iscrizioni le voleva modificate.
Anziché obbedire all’increscioso domando la cittadinanza rappresentanza rimise il completamento dell’opera al maturarsi pel Veneto dell’unione all’italiana famiglia.
Oggi la Giunta propone di compiere l’opera affidando le tre iscrizioni recentemente rivedute dall’autore a tre lastre di marmo bianco di Potè piuttosto che di ghisa perché di maggior effetto e di minor spesa.
Le iscrizioni sarebbero le seguenti:
Monselice, surta Romana, ampia di ricche terre, 1857 decretata città. Rocca di libertà / sei lustri a Longobardi inaccessa / Accolse Padova sgominata dagli Ungari, fu campo d’ire fraterna / covile a tirannide / con sangue repubblicano – sperse Eccelino III – Guelfa – Scaligera viscontea – baluardo carrarese – seggio ai Veneta Podestà – da Massimiliano oppressa – e da doppio straniero giogo – in fede concorde risorse 1866.
La spesa delle lastre di marmo, scultura delle iscrizioni e posizioni in opera arriverebbe a L. 60.
Il presidente interpretando il silenzio del Consiglio come atto di adesione mette a votazione a proposta di sostenere il dispendio di L. 60 per completare la base dell’antenna coll’applicazione di tre lastre di marmo bianco al fine di scolpirvi sopra le tre iscrizioni storiche del Leoni. https://www.treccani.it/enciclopedia/pier-carlo-leoni_(Dizionario-Biografico)/
La proposta fu approvata mediante alzata di generale dei Consiglieri presenti.
© 2026 a cura di Flaviano Rossetto
Vedi anche:
Per news su Monselice https://www.ossicella.it/
Per arte e architettura https://www.ossicella.it/monselice/
Per storia di Monselice https://www.monseliceantica.it/
Info e segnalazioni scrivimi qui flaviano.rossetto@ossicella.it
Gruppo FB per seguire la storia e immagini di Monselice https://www.facebook.com/groups/796282671015193
