Le statue di SS. Cosma e Damiano di Raffaele Caretta a San Cosma di Monselice

Raffaele Caretta (Lecce, 1871-1950) è stato uno scultore e cartapestaio leccese, tra i protagonisti della tradizione della cartapesta salentina tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento.

Si formò nell’ambiente artistico leccese e fu allievo di importanti maestri, tra cui Antonio Maccagnani e, successivamente, Giuseppe Manzo, nella cui bottega lavorò come giovane collaboratore. Intorno al 1895 aprì una propria bottega a Lecce, dedicandosi soprattutto alla realizzazione di statue sacre e gruppi devozionali destinati a chiese e confraternite.

La sua attività si inserisce nella grande tradizione della cartapesta leccese, che tra Otto e Novecento raggiunse una notevole diffusione anche al di fuori del Salento. Caretta partecipò inoltre a diverse esposizioni, ottenendo importanti riconoscimenti. Nel 1898 ricevette la medaglia d’argento alle esposizioni internazionali di Torino e Roma e nel 1901, a Roma, ottenne la medaglia d’oro, la croce al merito e il gran premio d’onore.

Tra le opere attribuite a Caretta figurano anche la Giuditta con la testa di Oloferne e il Battesimo di Gesù, opere che testimoniano la sua capacità di lavorare sia nella scultura sia nella tradizione della cartapesta.

Una scheda dedicata alla sua attività e ad alcune delle sue opere si trova sul sito della Fondazione Terra d’Otranto, nell’articolo Raffaele Caretta: tre capolavori in cartapesta leccese nella Chiesa Matrice di Diso.

Un’altra scheda completa si trova qui: https://www.fondazioneterradotranto.it/2026/03/03/raffaele-caretta-tre-capolavori-in-cartapesta-leccese-nella-chiesa-matrice-di-diso/

I DUE SANTI DI SAN COSMA

Bottega di Raffaele Carretta, SS Cosma e Damiano, cartapesta colorata, cm 101. 

 

Le due statue sono state attribuite a Raffaele Caretta sulla base delle loro caratteristiche e, soprattutto, di una scritta presente sul basamento. L’iscrizione, che dovrà essere letta e interpretata con attenzione, riporta:

«Cav. Carretta ??, Lecce ’06’». (?)

 

 

STATUA DI SAN COSMA

Nella statua di San Cosma, posta a sinistra, il santo tiene nella mano sinistra un piccolo vasetto o ampolla, probabilmente collegato alla sua attività di medico e alla preparazione degli unguenti e dei medicinali.

Nell’altra mano, vicino al petto, compare invece una palma del martirio. Il ramo, piuttosto scuro, attraversa quasi verticalmente la figura ed è uno degli elementi che caratterizzano la rappresentazione del santo.

STATUA DI SAN DAMIANO

San Damiano, posto a destra, tiene nella mano destra un libro, mentre nella sinistra porta anch’egli la palma del martirio.

Gli attributi ricordano la duplice natura dei due santi: medici dediti alla cura dei malati e, secondo la tradizione cristiana, martiri della fede.

I DUE MEDICI SENZA DENARO

Secondo la tradizione, Cosma e Damiano nacquero in Arabia nel III secolo e studiarono medicina in Siria. Divennero celebri perché curavano i malati senza chiedere alcun compenso. Per questo furono chiamati anargiri, termine greco che significa appunto «senza denaro».

Cristiani, furono perseguitati e subirono il martirio, probabilmente durante le persecuzioni dell’imperatore Diocleziano.

La loro fama si diffuse in tutto il mondo cristiano e divennero particolarmente venerati come protettori di medici, chirurghi e farmacisti.

Una curiosità riguarda il celebre Crocifisso di San Damiano, davanti al quale, secondo la tradizione, pregò san Francesco d’Assisi nella chiesa di San Damiano ad Assisi. Il nome del crocifisso deriva però dalla chiesa e non direttamente dal santo.

 

STORIA DELLE STATUE DEI SS COSMA E DAMIANO CUSTODITE NELLA CHIESA DI SAN COSMA DI MONSELICE

“Un dono di fede”

La loro identificazione è stata effettuata da M. Teresa, che da anni si occupa della chiesa di San Cosma. Le statue dei Santi Cosma e Damiano arrivano da lontano, precisamente da Squinzano, un paese in provincia di Lecce, poco distante dal laboratorio dove lavorava lo scultore Raffaele Caretta (1871-1950). 

A Squinzano vivevano Pasquale Casilli e la moglie Maria Agrimi, entrambi profondamente devoti ai Santi Cosma e Damiano. Per sentirli sempre vicini, acquistarono dalla bottega di Raffaele Caretta le due statue, che per molti anni furono custodite nella loro abitazione. 

Tra le persone che ebbero modo di ammirarle vi era anche un bambino, che ne rimase particolarmente affascinato. 

Passarono gli anni e, con grande sorpresa, Giuliano Bono, papà di quel bambino, ricevette per disposizione testamentaria proprio quelle due statue dalla famiglia Casilli. 

Nel frattempo, Giuliano si era trasferito per lavoro a Tribano. Fu il parroco, don Luciano Baccarin, parroco di quella parrocchia a suggerirgli, nel 1993, di destinare le statue a una chiesa dove potessero essere maggiormente valorizzate e venerate. 

D’accordo con il parroco di San Cosma, don Giuliano Giacon, la famiglia Bono decise così di donarle alla nostra chiesa parrocchiale, ritenendo che questa fosse la collocazione più adatta per le due statue dei santi martiri, patroni tra l’altro proprio della nostra chiesa. 

Da allora le due statue sono presenze ‘vive’ nella nostra piccola comunità, dove i fedeli possono ancora oggi onorarli e ricostruire un antico legame di devozione che dal Salento è arrivato fino a Monselice. 

Sono piccoli tasselli di una storia locale che rischiano di andare perduti se non vengono raccolti e conservati.

LE STATUE HANNO BISOGNO DI RESTAURO

Oggi, purtroppo, le due statue mostrano i segni del tempo e avrebbero bisogno di un intervento di restauro. Per questo si cercano sponsor e sostenitori disposti a contribuire al recupero delle due opere.

Restaurare queste statue non significherebbe soltanto recuperare due immagini sacre, ma anche conservare una parte della storia della chiesa di San Cosma e, attraverso di essa, un piccolo ma significativo legame tra Monselice e la grande tradizione artistica di Lecce e della sua cartapesta.

 

 


© 2026 a cura di Flaviano Rossetto

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